Rugby Analysis – 6 Nazioni 2024, Italia – Inghilterra e “caterpillar gate”: la Fox, la ruck e il box kick.

9 Febbraio 2024

Dopo il primo turno di 6 Nazioni 2024 appare una foto sulla pagina Facebook Paolo Vaccari, accompagnata da un simpatico post, che ad una prima occhiata non sembra niente di eclatante, almeno ad un occhio esperto. Un tipico caterpillar formato dagli inglesi, il “trenino” a protezione del pallone, con Mitchell che si prepara ad eseguire un banale box kick. Niente di rilevante.

Eppure questo post ha scatenato un vero e proprio “caterpillar gate” e un inferno di commenti di ogni tipo, un vero e proprio pot-pourri di convinzioni errate, dubbi, domande e incorrettezze. Siccome non so farmi mai i c#§%i miei quando si tratta di questi argomenti, mi sono tuffato a rispondere ai vari commenti. Rendendomi però conto che i miei interventi, essendo brevi come richiedono i social, hanno lasciato in sospeso diverse cose e non hanno risolto tutti i dubbi. Quindi eccomi qui a radunare in unico posto tutte le informazioni che possano dare risposte ai quesiti.

CLICK SULL’IMMAGINE PER IL POST FACEBOOK DELLA PAGINA PAOLO VACCARI

LA FOX E IL FUORIGIOCO NEL PLACCAGGIO

Fa strano che in tanti abbiano commentato “ma perché nessuno va di là a prendere quel pallone?” e fa soprattutto strano che a dirlo siano proprio degli italiani, dato che gran parte del merito di questa situazione sia da attribuire proprio ad un lampo di genio rugbistico italiano.

Parlo della Fox, ovvero quella strategia di gioco dell’Italia che nel 6 Nazioni 2017 tenne in scacco per metà gara l’Inghilterra (che coincidenza) a Twickenham e che sorprese tanti appassionati in giro per il mondo.

Dopo quel 26 febbraio nulla fu più come prima.

La Fox sfruttava un loophole del regolamento, ovvero che le linee di fuorigioco si formavano solo in seguito all’inizio di una ruck, ovvero con due giocatori, uno per squadra, sopra al pallone. Era una prassi diffusa e l’Irlanda due settimane prima aveva messo in difficoltà proprio l’Italia con questa strategia.

Dunque l’Italia, grazie all’intuizione del coach O’Shea, tentò qualcosa di estremo: non contendendo il pallone in seguito ad un placcaggio non si creavano linee di fuorigioco, essendoci solo un giocatore della squadra in possesso sopra al pallone, quindi i giocatori in maglia azzurra ne approfittarono e cominciarono a disturbare le linee di passaggio del mediano di mischia inglese Danny Care, andando ben oltre la linea “ipotetica” di fuorigioco. Un vero delirio!

Rimarrà nella storia il buffo dialogo nel primo tempo tra James Haskell, il capitano Dylan Hartley e l’arbitro Romain Poite, con i giocatori che chiedevano “vogliamo sapere come funziona il regolamento” per capire come potessero contrastare questa tattica e Poite che rispose “io sono l’arbitro, non sono il vostro coach“. Dialogo che dette vita ad una tempesta di meme sui social.

“We want to know the rules!”

  • Perché nessuno va a prendere quel pallone?

Perchè la Fox italiana creò talmente tanto clamore che World Rugby applicò una modifica alla allora regola 15 sulla ruck, ovvero che questa si forma quando almeno un giocatore è in piedi sopra al pallone. Successivamente, in seguito alla riforma del Regolamento di World Rugby del 2018, si decise di definire il concetto di linee di fuorigioco nel placcaggio con l’inserimento della regola 14.10.

SARÀ O NON SARÀ RUCK?

Tornando ai giorni nostri, per quanto riguarda strettamente la situazione che stiamo analizzando, il regolamento attuale presenta una differenziazione tra placcaggio e ruck, due regole che comunque prevedono lo stesso trattamento a parte pochi particolari. Vediamo quali sono le differenze.

Come abbiamo visto sopra, in un placcaggio le linee di fuorigioco si formano quando ALMENO UN GIOCATORE è sui propri piedi e sopra al pallone. Dunque nella foto che ritrae gli inglesi nel caterpillar esistono delle linee di fuorigioco. Ma quella in foto non è una ruck, ed ecco spiegato il motivo:

Una ruck si forma quando almeno un giocatore per ciascuna squadra è a contatto con l’altro, sui propri piedi e sopra il pallone che è a terra.

regola 15.2 – regolamento di world rugby

Una delle differenze tra le regole del placcaggio e della ruck è anche che nella ruck esiste una specifica del regolamento non presente in quella del placcaggio, al capitolo DURANTE LA RUCK:

I giocatori devono cercare di rimanere sui loro piedi durante tutta la ruck.

regola 15.12 – regolamento di world rugby

Ed ecco perché il famoso ginocchio a terra incriminato è considerato marginale, ma questo lo spiegherò più avanti nell’articolo. Il fatto poi che una ruck non sia contesa è una scelta strategica della difesa che può essere frutto di una superiorità dell’attacco. Quindi in certi casi, anche volendone fare una questione di principio, possiamo affermare che questo sia un vantaggio che l’attacco si è guadagnato. Per finire vediamo quando si conclude una ruck:

15.17 – Quando il pallone è stato chiaramente conquistato da una squadra in ruck ed è a disposizione per essere giocato, l’arbitro chiamerà “use it” (= usalo), dopodiché il pallone dovrà essere giocato, fuori dalla ruck, entro cinque secondi. Sanzione: Mischia.

15.18 – Una ruck si conclude e il gioco continua quando il pallone esce dalla ruck o quando il pallone nella ruck è su od oltre la linea di meta.

15.19 – Una ruck si conclude quando il pallone diventa ingiocabile. Se l’arbitro decide che il pallone probabilmente non emergerà entro un tempo ragionevole, viene assegnata una mischia.

  • Ma come siamo arrivati alla situazione in foto?

Semplicemente da un placcaggio, dopo il quale l’Italia ha deciso di non contendere il pallone. Ecco la sequenza di immagini che portano al caterpillar incriminato.

FALLO MATERIALE O NON MATERIALE

L’ultimo argomento è anche il più ostico ma è forse quello che richiede maggiore approfondimento. Partendo dal famoso ginocchio a terra dell’inglese in primo piano. Durante il match di sabato scorso succede spesso che una volta formatosi il caterpillar alcuni giocatori davanti mettano il ginocchio a terra. In questo caso succede prima è vero ma, a parte che di rimanere in piedi non si fa menzione nella regola del placcaggio, potremmo considerare questo fallo non materiale, ovvero che non inficia nel proseguimento dell’azione e non impedisce un fair contest all’avversario, dato che il contest a tutti gli effetti non c’è.

  • Ma se io volessi fare una controruck?

La prima risposta sarebbe “se la mi nonna aveva il cinci era il mi nonno” ma voglio rispondere comunque:

  • non si tratterebbe più di placcaggio ma diventerebbe una ruck, dunque è una casistica a parte con tutta una serie di altri risvolti
  • o contendi la ruck o ti ritiri, se decidi di non contendere perché poi provi una controruck?
  • se uno provasse una controruck contro 6 uomini, che uno abbia o meno un ginocchio a terra cosa cambierebbe?

Detto questo però c’è qualcuno che ci ha provato non solo in questa situazione ma, se non vado errato, almeno un altro paio di volte ed è Pietro Ceccarelli. Più che tentare una vera controruck credo fosse intenzionato a disturbare o che fosse giustamente preso da frustrazione perché, diciamocelo francamente: STI CATERPILLAR SONO UNA NOIA MORTALE!

  • È regolare per gli inglesi! Se lo facessimo noi ce lo fischierebbero!

Questa è l’affermazione che mi ha fatto più tenerezza ma essendo troppo buono voglio dare dare spazio pure a questo delirio. Magari a qualcuno vedendo le immagini che sto per mostrare gli verrà pure un mezzo infarto eppure SONO COSE NORMALISSIME!

Partiamo proprio dalla risposta alla domanda dimostrando quali potrebbero essere le nefaste conseguenze che ci ritroveremmo ad affrontare nella remota ipotesi che a noi venisse mai in mente di fare una roba simile al caterpillar degli inglesi! Reggetevi forte perché questa è una vera bomba!

Per i più distratti: il n.5 inglese non è legato a nessun giocatore avversario di fronte a lui

NON SUCCEDEREBBE ASSOLUTAMENTE NIENTE! Il caterpillar lo fanno TUTTI almeno 20 o 30 volte a partita… ma io mi domando perché ci perdo del tempo!

Attenzione perché non è finita qui! Pure noi mica siamo tutti sti stinchi di santo eh! Guardate un po’ qua cosa combiniamo! Questo ha veramente dell’incredibile! ABBIAMO UN GIOCATORE IN FUORIGIOCO! E I POTERI FORTI CE LO HANNO PERMESSO! VERGONNIA!

Sono ovviamente ironico ma questo è un esempio interessante per chiarire il concetto di fallo non materiale. Un giocatore che si rialza dal placcaggio e si ritrova lì davanti non crea alcun ostacolo (Lamaro rimarrà in quella posizione fino al momento del calcio) e non impedisce il fair contest, cerca invece di rimanere in una situazione in cui sia di minor intralcio possibile. Come si evince dall’ultima immagine, nel cerchio si evidenzia che il 5 inglese prova ad indicare con la manina un potenziale fuorigioco, ovviamente invano anche perché l’arbitro in questa situazione, dopo essersi assicurato che tutto sia regolare e non ci siano rischi a livello di player safety, sta già guardando le ali e gestendo il fuorigioco sul calcio.

Che oltre ad essere il suo compito in questa situazione è anche molto meno noioso che guardare un caterpillar.