Chi è il Barba?

Marco Jr. Barbagli classe ’83.

Prima giocatore poi allenatore. Adesso arbitro…

…e blogger!

Credo di aver ricoperto ormai ogni tipo di ruolo nei miei primi 20 anni di rugby, seguendo le canoniche vie della formazione federale e sbirciando e informandomi qua e là. Sempre con passione e spirito di sacrificio.

Sacrificio che tanto viene decantato (forse un po’ troppo?) come parte integrante della cultura del rugbistica. Giusto si ma forse un po’ troppo retorico.

Nel 2020 il rugby si può considerare qualcosa di più che la semplice filastrocca impegno/sacrificio/sostegno/rispetto. C’è molto altro oltre i valori e la cultura, valori di cui comunque il nostro sport è importante veicolo.

Quando mi sono approcciato al rugby tutta questa retorica serviva soprattutto ad ammaliare le mamme e a convincerle che, nonostante il fango e le botte, i figli sarebbero cresciuti in un ambiente sano, vivo e ricco di valori.

Tutto vero ma… let me take it a step further!

Non mi piace tutta questa retorica nel rugby, è noiosa e ripetitiva. Limita molto il panorama del nostro meraviglioso sport fatto anche di retroscena e curiosità oltre che di semplici notizie e cronache. Argomenti di rugby da pub, gossip di quelli di cui si possa discorrere sorseggiando una birra, ma anche news importanti sulle quali poter esprimere ognuno il proprio parere. Se il Libro Guinness dei Primati nasce per risolvere le diatribe da pub il mio obbiettivo è invece crearle, creare un confronto e un dialogo, evitando magari la rissa finale…

Lo Stanzino del Barba, luogo prediletto
per le dirette sui social

Ho creato questo blog sul rugby per condividere la mia passione, le mie ricerche e le mie opinioni come punto di partenza per confrontarmi insieme a voi sia sulle tematiche tecniche che su quelle più “leggere”, come del resto fanno i fans di ogni altro sport.

Con un occhio di riguardo anche a chi non è ancora un appassionato di rugby e che potrà comunque trovare delle chicche interessanti. Per incuriosire ed invitare chi di rugby ancora non ne sa ma soprattutto per fidelizzare chi c’è già dentro.

Sono convinto che il rugby sia o possa essere uno sport “da bar” e che lo si possa vivere anche al di fuori del recinto delle nostre clubhouse. Ed eccomi qui a dare il mio contributo alla causa!

LET’S GET THIS STARTED!