Zebre e rugby mercato, la rosa 2022/23: “…e allora i giovani italiani?”

25 Agosto 2022

La stagione di URC 2022/23 è alle porte. Con la fine del mercato e la definizione dei roster delle varie squadre, parlando delle Zebre Parma e della campagna acquisti si sente sempre più o meno il solito refrain:

Ma perchè tutti questi stranieri? Che fine faranno i nostri giovani italiani?

Senza entrare troppo dentro una questione estremamente complicata come quella della gestione della filiera dei talenti italiani, in questo articolo vorrei fare una mini opera di debunking dati alla mano.

Per provare davvero a capire insieme se ad oggi questa franchigia federale è piena di stranieri ciucciapaghe, di più o meno anzianotti in pensione o ex nazionali sul viale del tramonto, come via via si legge nei vari commenti in giro per i social.

E soprattutto se i giovani talenti italiani sono davvero tagliati fuori dal progetto a gestione federale oppure no. Questo è uno strumento attraverso il quale potrete farvi un’idea.

IL MERCATO IN USCITA

In seguito ad una lunga serie di operazioni di mercato, sono molte le uscite dalle Zebre. Durante la stagione 2021/22 e nel mercato finale 24 giocatori sono partiti da Parma: di questi 4 in direzione Colorno che quest’anno può contare su un bagaglio di esperienza davvero invidiabile, 4 hanno fatto ritorno alle Fiamme Oro, 2 a Calvisano e 2 a Reggio Emilia nelle fila della Valorugby. 5 sono invece i giocatori che proseguiranno la carriera nei due campionati più importanti d’Europa ovvero Premiership e Top14: Bello ai Saracens, Zilocchi ai London Irish, Giammarioli ai Worcester Warriors e Tuivuaka al Racing 92.

Molte partenze di peso soprattutto in chiave Nazionale, anche se con la rinascita delle due selezioni Italia A ed Emergenti non dovrebbero comunque andare ad intaccare la possibilità per alcuni di rimanere nel circuito degli Azzurri. Gli ex “veterani” avranno probabilmente più spazio e possibilità di esprimersi, nonché una ritrovata serenità che negli ultimi anni sembrava esser venuta meno nell’ambiente delle Zebre per chi ha sempre tirato avanti la carretta, o almeno questa è la sensazione che si ha dall’esterno.

Joshua Furno, ultimo acquisto del mercato delle Zebre, fa ritorno a Parma dopo 5 anni

IL MERCATO IN INGRESSO

Sicuramente desta più interesse e crea più clamore e polemiche la campagna acquisti delle Zebre: ben 27 nuovi ingressi tra le fila dei ducali con Simone Gesi, classe 2001, tra i colpi di mercato più importanti e l’ingresso in rosa di Giacomo Ferrari, Luca Rizzoli, Mattia Mazzanti e Riccardo Genovese, all’ultimo anno di Accademia e protagonisti, insieme a Lorenzo Pani e il neoacquisto Nicolò Teneggi, di grandi risultati con l’Italia U20.

Questo in parte risponde al ricorrente quesito “…e allora i giovani italiani?” ma è solo un aspetto della storia.

L’ultimo colpo di mercato è quello che riguarda Joshua Furno, un po’ sotto forma di “medical joker” per l’infortunato Visser, torna alle Zebre dopo 5 anni in cui ha praticamente girato il mondo, giocando in Australia, Nuova Zelanda, USA e Francia. E chissà che a 32 anni non possa pure riaffacciarsi alla porta della Nazionale.

Oltre a quello di Furno da segnalare l’arrivo di Gonzalo Garcia, talentuoso mediano di mischia 23enne del Valorugby con all’attivo 3 caps per l’Argentina, e l’altro n. 9 ovvero il 21enne Ratko Jelic proveniente da Viadana.

Nell’insieme gli acquisti risultano centrati e compongono una rosa molto interessante ed equilibrata che potrà assolvere, se verrà mantenuta la volontà e l’obbiettivo, al compito di Franchigia di Sviluppo per i giovani talenti italiani con un occhio di riguardo ai risultati che, si spera, torneranno ad essere positivi e sono comunque importanti, visto il prestigio sempre più grande del campionato a cui le Zebre prendono parte, lo United Rugby Championship.

LE STATISTICHE E LA ROSA 2022/23

In seguito a tutti i movimenti di rugby mercato delle Zebre, la rosa per la stagione 2022/23 appare tutt’altro che vecchia e incartapecorita piuttosto che infarcita di inutili stranieri come spesso si legge tra i commenti.

In effetti, dati alla mano, su una rosa composta da 51 giocatori se ne possono contare 35 italiani, ovvero il 69% del roster. Tra questi oltre a Furno anche i nazionali David Sisi e Johan Meyer (attualmente infortunato). Per contro, sono 11 i giocatori stranieri effettivi (ovvero non eleggibili per la Nazionale).

Tra i giocatori italiani, ben 15 sono al di sotto dei 23 anni e rappresentano il 29% della rosa. Su un totale di 18 giocatori U23 in un roster la cui età media si assesta sui 24,41 anni. Fuori da conti e statistiche si possono però menzionare altri 6 giocatori classe 2003 che fanno parte dell’Accademia associata alle Zebre ma che non sono ancora considerati in rosa.

E per quanto riguarda (ovviamente in senso scherzoso) i “vecchietti” in rosa?

Quelli su cui si punta sempre tanto il dito?

Ebbene su 51 giocatori se ne possono contare la bellezza di 4 che hanno almeno 30 anni, ovvero Van Wyk, Bigi, Furno e Cook di cui come potete vedere 2 sono italiani. 4 su 51 sembra un numero piuttosto basso, non trovate?

A parte qualche piccolo parere personale l’intento mio è quello di delineare la realtà delle Zebre che affronteranno la prossima stagione di URC per permettere a tutti di farsi un’idea precisa e poter poi commentare a ragion veduta. Lungi da me festeggiare una rinascita che, se mai accadesse, si paleserà sicuramente più in là nella stagione ma tutto sommato credo che i presupposti per un progetto interessante ci siano tutti.