Premessa doverosa: questo più che un articolo di debunking è un’analisi rivolta a quelli che hanno un sacco di certezze nonostante non sappiano quali siano i criteri di giudizio in un’azione del genere.
Parliamo dunque della oramai famosa meta di Etzebeth in Harlequins – Cell C Sharks di Champions Cup.
Partiamo da un presupposto: da “tifoso informato” ad una prima analisi la mia affermazione è stata che si, la meta di Etzebeth è valida. Perchè Marler perde la sua legatura per effetto di un intervento di un avversario sui suoi compagni in ruck.
Ma facendo un’analisi approfondita regolamento alla mano vengon tanti di quei nodi al pettine che se lo lasciate rimane attaccato ai capelli.
Qui potete vedere il video intero dell’azione con il check di Amashukeli e degli interessanti interventi da parte dei commentatori.
Cominciamo descrivendo il concetto di LEGATURA o BINDING in inglese. Essere legato significa essere a contatto con un compagno o avversario, tra il suo bacino e le sue spalle, con tutto il braccio dalla mano alla spalla.

Il buon Joe Marler, in due fasi successive, ci da tutti gli esempi che ci servono per capire cosa significhi essere legato e cosa no, come potete vedere nelle prossime foto. La prima si riferisce alla fase precedente a quella del misfatto in cui la posizione di Marler, in questo caso specifico, risulta ininfluente ai fini del gioco.

Adesso si aprono degli scenari molto interessanti, dai quali sono convinto verrà proposta una richiesta di chiarimento da parte della RFU a World Rugby, perchè la prima domanda fondamentale è QUANDO FINISCE UNA RUCK?
Secondo gli inglesi la ruck finisce “when a bird can shit on the ball” ma non è così semplice, soprattutto non lo è in questo caso. E vorrei portare ad esempio un Chiarimento alla regola risalente al 2007 in cui si chiede “se tutti i giocatori in difesa abbandonano la ruck, si può dichiarare finita?” la cui risposta è no, perchè manca il requisito per cui il pallone deve lasciare la ruck.
Ma nel caso della meta di Etzebeth il pallone ha lasciato la ruck? Proviamo ad analizzarlo in attesa, appunto, di un chiarimento da parte di World Rugby.

All’inizio della ruck Marler appare (almeno da questa ripresa, dall’altra Marler è coperto da un compagno) effettivamente legato al compagno di fronte a lui con anche la spalla a contatto. Poi a seguito di un’intervento di un difensore, il compagno cade e Marler perde la legatura. Quindi interpretando il regolamento si, il pallone è fuori dalla ruck visto che Marler non ne fa più parte non essendo legato ad essa, Etzebeth interviene regolarmente (l’unico veto in questo caso sarebbe quello di tuffarsi sul pallone se è a meno di un metro di distanza dalla ruck) conquista il pallone e va a fare meta.
Ma c’è una cosa su cui non sono affatto d’accordo con Amashukeli, ma soprattutto Adamson che afferma che “number 4 is always onside”.
Che live può anche sembrare, passiamogliela pure, ma se rivisto al TMO non sembra decisamente così.

In questa immagine Marler è correttamente legato, la linea rossa è quella del fuorigioco quella gialla è la linea dei compagni di Etzebeth, tutti in gioco, la linea azzurra è quella della posizione di Etzebeth.
Etzebeth, nel momento in cui la ruck è formata, è in fuorigioco.
Adesso si scateneranno i vari “eh ma ne ho visti di peggiori… vabè suvvia dai…” certamente! ma qui stiamo parlando di un’azione rivista al TMO in cui il fuorigioco di Etzebeth viene valutato da un GDL che l’ha visto live in campo e non dal TMO con le immagini di fronte, quindi per me è un errore.
Penso semplicemente che questa meta sia stata giudicata con troppa leggerezza.
Spero di aver fornito più elementi possibili per permettere a tutti di farsi un’idea su questa azione, perchè di idea si tratta al momento, in attesa di un chiarimento sul concetto di fine della ruck da parte di World Rugby.
Personalmente nutro la speranza che episodi simili possano servire in futuro ad eliminare questa farsa orrenda del caterpillar.
#NoCaterpillar please!
