6 Nazioni 2023 – Jaco Peyper e il rosso a Steward: una lezione “etica” di Nigel Owens sull’arbitraggio nel rugby

27 Marzo 2023

Dopo avermi sbugiardato nell’episodio di Whistle Watch post Italia – Galles, Nigel Owens mi procura una vera e propria folgorazione nella rubrica dedicata all’ultimo weekend di 6 Nazioni 2023.

Tutto parte da una sua analisi sul cartellino rosso dato da Jaco Peyper a Freddie Steward in Irlanda – Inghilterra a seguito di un impatto pericoloso con Hugo Keenan.

Durante questa analisi Nigel Owens espone una serie di concetti che negli ultimi anni sono andati un po’ perduti, anni in cui l’opinione pubblica si è divisa piuttosto nettamente tra il partito de “L’ ARBITRO NON SI DISCUTE! QUESTO NON È IL CALCIO!” e quello del “È TUTTA COLPA DELL’ ARBITRO!” perdendo purtroppo di vista gli elementi alla base dell’interpretazione di un arbitraggio.

Il buon Nige ci ricollega ai principi del nostro sport, usando delle parole semplici, chiare e indiscutibili. Rivolgendosi al pubblico ed invitandolo alla riflessione.

Voglio che proviate a mettere da parte le vostre emozioni e la vostra personale opinione” dice Owens, ovvero provate ad analizzare la situazione in maniera imparziale perchè “se siete inglesi avrete probabilmente una visione diversa da quella di gran parte degli irlandesi oppure, se siete tra quelli che sostengono che un cartellino rosso rovini le partite, allora quel rosso non vi andrà bene a prescindere“.

Il nostro Nige prosegue precisando che “l’arbitro si deve sbarazzare di quel tipo di emozioni o sensazioni e deve giudicare i fatti, quindi si riduce tutto semplicemente a questo: c’è stato un fallo di antigioco? [foul play in inglese] Se c’è stato antigioco, ci sono fattori mitiganti? Qual è il livello di pericolo?” e sostiene che seguendo il ragionamento che porta avanti Peyper è difficile non essere d’accordo con la sua decisione di dare un cartellino rosso.

Come sostengo anche io, è sempre fondamentale seguire il dialogo dell’arbitro con il TMO per capire qual è il suo punto di vista sull’azione esaminata e quale ragionamento lo porta alla decisione finale. Perchè è accettabile che l’arbitro abbia un punto di vista diverso dal nostro. Questo in base all’attuale protocollo che, a mio avviso, ha comunque i suoi limiti ma approfondiremo questa questione in un altro momento. La cosa fondamentale è che la decisione finale sia poi coerente con l’osservazione e la descrizione dell’arbitro.

Nigel Owens fa poi una disamina dell’accaduto, spiegando anche perchè l’opinione di chi propende verso il giallo sia comunque giustificabile, ma non mi soffermo sull’analisi perchè è ciò che dice subito dopo ad essere veramente degno di nota:

…ad essere onesto, penso che non potrei essere contrario a questo cartellino rosso, non potrei dire “io avrei dato un rosso” oppure “io avrei dato un cartellino giallo” mentre me ne sto qui seduto perchè NON ERO SUL CAMPO IN QUEL MOMENTO e in quel momento tutto dipende solo da COME L’ARBITRO RAGIONA SUI FATTI“. Una verità assoluta alla quale aggiunge “dimenticatevi di essere inglesi, dimenticatevi del fatto che non vi piacciono le partite 15 contro 14… altrimenti siete fuori strada perchè dovete ragionare sui fatti e i fatti sono quelli che ha spiegato Peyper, ovvero che quello è un cartellino rosso e non è una decisione errata“.

Owens riprende poi gli elementi della disamina precedente e afferma che “se la vostra sensazione è che Steward non potesse fare niente di diverso e l’impatto fosse inevitabile, allora è corretto un cartellino giallo e io non sarei in disaccordo con voi“.

Ma la conclusione del buon Nige è quella che davvero riconcilia tutti con le basi fondamentali del nostro sport:

mi dispiace molto per coloro che pensano che io non voglia prendere una posizione a riguardo ma non è affatto così. Semplicemente QUESTO È IL GIOCO DEL RUGBY dove può capitare che l’arbitro prenda decisioni che dividono le opinioni e le visioni sull’accaduto… e questa è non è altro che una di quelle decisioni“.

Come sostenne in un’intervista Wayne Barnes, nel rugby ci sono un sacco di zone grigie e il bravo arbitro lo si vede proprio da come gestisce queste zone grigie. Rendendole, con la sua gestione, più chiare possibile.