Rugby World Cup 2023: di coach esonerati e “ciclo mondiale”

30 Luglio 2023

Gli ultimi mesi rugbistici sono stati molto tumultuosi, con molti cambi di guida sulle panchine di nazionali che sulla carta si giocano l’accesso alla fase finale della Rugby World Cup 2023.

Wayne Pivac, Dave Rennie ed Eddie Jones: quella dei coach esonerati in anticipo è una “nuova moda” che ci ha lasciati tutti piuttosto perplessi, abituati al famoso “ciclo mondiale” che non solo caratterizza i progetti tecnici di praticamente tutte le nazionali che prendono parte alla Rugby World Cup, ma segna anche il termine contrattuale degli head coach.

Per entrare più nel dettaglio, i contratti degli head coach delle nazionali tier 1 (ma non solo) hanno praticamente tutti una durata di 4 anni, ovvero da mondiale a mondiale. Difficilmente in passato si sono visti esoneri prima della scadenza del contratto. Mi viene in mente giusto un esempio, ovvero quello di Allister Coetzee: esonerato dalla federazione sudafricana nel febbraio 2018, dopo 2 anni pressochè disatrosi e a un anno e mezzo dalla RWC 2019. Mondiale che per l’appunto gli Springboks vinsero sotto la guida del nuovo coach Rassie Erasmus.

Allister Cotzee

Perchè la giudico una nuova moda? Perchè fa strano vedere tanti allenatori esonerati a pochi mesi dalla RWC 2023?

Le risposte sarebbero molte ed articolate ma tutto ruota intorno alle due parole chiave già citate, ovvero “ciclo mondiale“.

La Rugby World Cup è un evento particolare sotto molti aspetti: la durata, la pressione mediatica, il livello molto alto delle sfide, la posta in palio (non solo la vittoria finale ma anche la qualificazione di diritto alla RWC successiva).

Per questi e molti altri motivi, ai giocatori che partecipano al mondiale sono richieste molte doti. Oltre alle qualità tecniche servono grande esperienza, capacità di reggere alle pressioni e di performare sempre al massimo nel lungo periodo.

Va da se che per mettere insieme tutti questi elementi serva del tempo e non poco. Aggiungiamo che dopo una RWC si insedia quasi sempre (salvo rinnovi) un coach diverso, con diversi metodi di lavoro e modalità di gioco. Che suddetto coach viene chiamato ad inserire nuovi giocatori, soprattutto giovani ed inesperti, con tanti senatori che dopo il mondiale lasciano la nazionale.

Wayne Pivac, esonerato dalla WRU dopo i test autunnali del 2022

Ecco servite le tante motivazioni per cui un ciclo mondiale serva fisiologicamente a mettere insieme tutti i tasselli per giungere pronti alla RWC successiva.

Un ciclo mondiale, viste le tante novità e le tante realtà che si devono assestare, può essere costellato da fallimenti, tanti o pochi che siano, e da dubbi su certe selezioni di giocatori.

Ma la bontà del progetto si testa di solito durante la RWC. Perchè si da per assunto che tutte le scelte, più o meno impopolari, siano state fatte in funzione della preparazione a questo evento.

Eddie Jones, esonerato dalla RFU a fine 2022

Personalmente avrei voluto vedere come si sarebbe comportata l’Australia di Dave Rennie al mondiale, così come nutrivo grossi dubbi ma anche tanta curiosità nei confronti dell’Inghilterra di Eddie Jones.

Anche perchè certi esoneri sembrano sempre più motivati da scelte “di marketing” (passatemi il termine), per accontentare opinione pubblica e media troppo critici più che a seguito di analisi approfondite sul percorso tecnico.

Resta da vedere se certe scelte avranno un riscontro positivo sulle sorti di queste nazionali al mondiale, perchè volenti o nolenti e nonostante le mode, l’obiettivo primario è sempre la Rugby World Cup.

Cambia il progetto ma non le finalità e viene da chiedersi come un cambio alla guida tecnica possa stravolgere le sorti di nazionali i cui problemi spesso risiedono più a livello di federazione che a livello di selezione nazionale, ma questo è un capitolo a parte. Soprattutto per quanto riguarda l’Australia, della quale ho parlato sulla pagina Facebook (trovate il post qui).

Dave Rennie, esonerato da RA a gennaio 2023

Che sia una nuova moda è abbastanza assodato, il significato del “ciclo mondiale” e le motivazioni tecniche che lo governano sono chiari. Per poter dare un giudizio certo su questi esoneri di spicco dovremo però aspettare la fine della Rugby World Cup 2023.

Ma intanto… voi cosa ne pensate?