Per me è difficile capire da dove iniziare a descrivere il fenomeno Joe Marler, attualmente uno dei piloni sinistri migliori al mondo, oltre 70 caps con la nazionale inglese, più di 200 con gli Harlequins, un tour dei Lions al suo attivo, potrei snocciolare molti dati su di lui e sulle sue performance ma sono fermamente convinto che molta della sua popolarità, addirittura anche molta della sua fama di grande giocatore, siano legate soprattutto alle sue immense doti di commediante che lo mettono sempre al centro dell’attenzione, anche nelle prestazioni meno positive.

Seriamente, non c’è un’intervista, una conferenza stampa, un programma televisivo qualunque in cui sia presente Joe Marler che non inizi con qualcuno che ride. Che sia la conferenza stampa ai mondiali in Giappone dove prova ripetutamente ad infilarsi l’auricolare nell’orecchio a cavolfiore, oppure l’intervista in cui si addossa la colpa della reprimenda che l’Inghilterra si è presa dopo “l’affronto” alla Haka degli Allblacks all’ultimo mondiale. Proviamo a fare ordine e a portare esempi a rinforzo della tesi.

Tutto è cominciato forse con le strambe acconciature, sparite poi o almeno moderate in seguito al suo primo cap con l’Inghilterra. In un intervista di allora Marler disse: “Sono cresciuto e maturato, so di esser sempre stato il giullare della situazione. Una volta se qualcuno mi avesse detto qualcosa sui capelli gli avrei mostrato il dito medio e sarei andato a tingerli di nuovo, oggi so che devo ascoltare ed imparare dai consigi di personaggi come Jason Leonard. E poi i capelli col tempo mi si stanno seccando e devo cominciare a prendermene cura” tipico esempio in cui non si sa dove finisce il serio ed inizia il faceto.
Il giullare però non si è esattamente arrestato… Ricordiamo ad esempio lo scontro con James Haskell, compagno di squadra in nazionale nonchè grande amico fuori dal campo, in occasione di un Harlequins – Wasps. Il nostro simpatico Joe, dopo aver fatto di tutto per prendere in giro Haskell ogni volta che si presentavano insieme davanti all’arbitro, visto che i due erano i capitani di giornata, in seguito ad una ruck vide bene di tirarlo per terra e strappargli via il caschetto, raccoglierlo, nasconderselo nella maglia e gettarlo a terra vicino ai suoi compagni che nel frattempo si erano radunati a gioco fermo per un waterbreak. Non contento Marler, al passaggio di Haskell che stava andando a raccogliere il caschetto, vide bene di spruzzargli dell’acqua addosso col sorrisetto beffardo, risultato? Haskell, raggiunto il boiling point, lo afferrò per il collo e si beccò anche un cartellino giallo per questo. Ottimo lavoro Joe!
Altro bel teatrino, di nuovo in Harlequins – Wasps, partita giocata poco tempo dopo la tragedia nazionale dell’eliminazione dell’Inghilterra dal Mondiale 2015 (agli ottavi, nazione ospitante…) Stavolta Marler compie un gesto scorretto ma piuttosto comune: placcaggio in ritardo su Smith, un po’ scomposto, porta via tutto… Il gioco può continuare ma al primo stop l’arbitro gli si avvicina e gli dice che il suo fallo è stato comunque notato e che si deve calmare. La risposta del nostro esuberante amico è “lei deve capire il livello di energia e frustrazione… lei non è stato buttato fuori dalla Rugby World Cup, io si!” (per onore di cronaca va segnalata anche la risposta dell’arbitro che ridendo gli dice “io manco c’ero alla Rugby World Cup!”)
Il rapporto con gli arbitri di Joe Marler è spesso stato ilare, come quella volta che, puntando le scarpette bianche dell’arbitro, gli disse “le stai indossando per scommessa?”, ma il suo repertorio migliore è quello fuori dal campo. Come al Jonathan Ross Show, ospite insieme a Ben Youngs, Manu Tuilagi e Tom Curry, dove oltre ad aver ammesso di aver orchestrato la risposta dell’Inghilterra all’Haka degli Allblacks nella semifinale della RWC2019 (teatrino costato una multa agli inglesi), di fronte ai giudici di X-Factor UK si improvvisa cantante con una misera cover di Adele. Alla domanda “vorresti partecipare a X-Factor Celebrities?” la risposta di Marler è “non sono tipo da televisione, preferisco le radio. Voglio partire con le cover, farmi un nome là fuori e poi portare il mio repertorio, ho molto materiale”.
Altra memorabile perla è lo spot per l’app di McDonalds UK… Secondo lo spot la correlazione tra Marler e le patatine della nota catena di fast food è che lui è forte e “croccante” all’esterno ma morbido e “coccoloso” all’interno e dopo aver dimostrato i suoi due lati in maniera inequivocabile conclude lo spot dicendo “le patatine sono in promozione ma solo con la app di McDonalds! Quindi scaricate la app di McDonalds… o il cane se le piglia”
Talmente è popolare il nostro istrionico Joe che talvolta è riuscito ad esprimere il nostro pensiero comune sul campo, ad esempio per quanto rigurda quei lunghi e noiosi set-up per i calci nel box, in cui i mediani di mischia passano svariati secondi a richiamare i compagni a proteggerli prima di effettuare il calcio, azione macchinosa e poco spettacolare. Marler non le manda certo a dire e in occasione di una partita di campionato contro i Chiefs di Exeter, mentre aspettava che il mediano facesse i suoi comodi come di suo solito, gli ha urlato “mi stai annoiando cazzo! muoviti!” e ne aveva tutte le ragioni per l’appunto…
Nel settembre 2018, come un fulmine a cel sereno giunge la notizia: Joe Marler si ritira dal rugby internazionale. Per fortuna non è una decisione definitiva, Joe ci ripensa e lo rivedremo sia alla RWC 2019 che al 6 Nazioni 2020 dove, al costo di 10 settimane di sospensione dal rugby giocato (per altro grazie al Covid scontate senza perdere neanche una partita), il nostro buontempone ci regala l’ennesima, forse la più bella, perla della sua carriera di intrattenitore. La partita è Inghilterra-Galles, in campo nasce uno screzio tra Ross Moriarty e Tom Curry, volano spintoni, gli animi si accendono e presto i giocatori si ritrovano tutti lì ammassati per sedare gli animi e portare via i compagni ma, nella concitazione del momento, tra le facce tese e incazzose, ad un certo punto si vede spuntare quel faccino sbarazzino di Marler che, accortosi di essere ripreso dalle telecamere e vedendosi inquadrato sul megaschermo dello stadio, afferra i gioielli di famiglia di Alun Wyn Jones e gli da una tastatina…
La sospensione è sacrosanta, afferrare i genitali di un avversario è un gesto scorretto, siamo tutti daccordo. Ma per me è stato uno dei momenti più buffi in assoluto che abbia mai visto su un campo da gioco, in più durante una partita che non era certo scapoli e ammogliati. Ci vuole del vero genio per riuscire a giocare una partita a quel livello, con quei livelli di concentrazione e stress e riuscire comunque ad orchestrare un teatrino del genere. Quel genio risponde al nome di Joe Marler. Ci sono tantissime altre chicche sul web ovviamente, non vi voglio ammorbare qui e vi invito dunque a farvi una ricerchina. Scrivete cosa ne pensate nei commenti sotto e condividete anche voi gli aneddoti che conoscete su questo grande giocatore.
