Il Sabbione di Siena riapre i cancelli alle attività, seppure con tutte le limitazioni previste da decreti e normative anti-Covid. Un periodo dell’anno in cui di solito le attività al Sabbione sono ferme, complice la strana realtà senese che d’estate vede tutti impegnati con feste titolari, Palio e l’attività contradaiola che scandisce, ancora di più che nel resto dell’anno, i ritmi e i tempi della vita quotidiana. Vuoi per la mancanza di tutti questi aspetti, essendo i Palii entrambi annullati così come tutte le feste titolari e le varie feste di società delle contrade, vuoi per la grande voglia di ritorno alla normalità da parte di tutti i rugbisti, al Sabbione si presentano oltre ai ragazzi impegnati nella seduta anche genitori, dirigenti e tesserati in quello che comunque è un piacevole ritrovo tra amici e conoscenti.



L’atmosfera è sicuramente inusuale e diversa dal solito, i ragazzi e i dirigenti vengono accolti dallo staff per tutti gli aspetti burocratici e una breve spiegazione sulle modalità di fruizione dell’impianto. Il campo diviso in 30 rettangoli, i palloni sanificati ad ogni utilizzo, disinfettante per le mani e spogliatoi chiusi.
A parte tutto quello che concerne i dettagli sull’organizzazione delle sedute della serata questa è un’occasione buona anche per ritrovarsi e condividere le informazioni riguardanti l’immediato futuro della società e, mentre il gruppo misto U14/U16 lavora in campo con la preparatrice atletica Elena Calzeroni ci concediamo una breve intervista con Antonio Cinotti, vice presidente del CUS Siena e responsabile del Siena Rugby Club. Antonio, in collaborazione con uno staff composto tra gli altri dagli attuali tecnici di categoria, è stato impegnato nelle ultime settimane per organizzare questa giornata di riapertura delle attività.

- Antonio finalmente rivediamo il Sabbione ripopolato dai ragazzi, come valuti questa ripartenza e quali sono state le difficoltà affrontate nel cammino di preparazione?
- Le difficoltà sono state prettamente burocratiche, essendo il CUS organizzato come una polisportiva non si poteva assumere per ogni disciplina un protocollo diverso. Abbiamo aperto dunque un serrato confronto con la direzione del CUS per avere un adattamento delle regole almeno per quanto riguarda la fruizione degli spazi in campo. In breve se per un campo di calcetto il massimo di persone presenti possibile è di 15, per quanto riguarda il Sabbione, essendo decisamente più grande, abbiamo ottenuto una deroga per la presenza di un massimo di 30 persone. Tutto questo ha richiesto una serie di passaggi, di produzione di documenti ed uno sforzo enorme per poter riaprire in tempi utili. Inoltre va detto che le direttive FIR per quanto riguarda l’utilizzo degli spazi sarebbero state più permissive ma per l’accesso alla struttura abbiamo dovuto seguire quelle imposte dal CUS. Alla fine però i ragazzi e i genitori hanno accolto le restrizioni con positività e c’è stata una grande partecipazione anche durante la fase organizzativa.
- Dunque Antonio le tue impressioni sullo stato d’animo dei ragazzi quali sono?
- Nonostante il periodo inusuale per la nostra realtà in molti hanno risposto presente. Per quanto nello stesso periodo degli anni precedenti le presenze fossero vicine a zero, tanto da chiudere gli impianti per gran parte dell’estate, oggi si respira una grande voglia di calcare il campo e noi abbiamo lavorato duramente non solo per metterci in pari con il lato burocratico ma soprattutto per rimettere in ordine il Sabbione che, dopo 4 mesi di inattività, si presentava in condizioni critiche. Sembra incredibile ma abbiamo anche dovuto tagliare l’erba, ovviamente non in mezzo al campo dove nonostante tutto resta un miraggio, ma vicino ai bordi era veramente alta.
- Cambiando argomento, è notizia recente ed ha fatto scalpore la fine dei rapporti con il tecnico della Seniores Francesco Sacrestano, personaggio chiave della storia recente del club. Come si sta muovendo la società per trovare un sostituto?
- Personalmente è con grande malinconia che ho confermato la fine della nostra collaborazione con Sacrestano, giunta al termine naturale dei 4 anni previsti dopo una lunga serie di grandi soddisfazioni, soprattutto la promozione e la permanenza in Serie B. Tutto il movimento senese giocatori compresi desidera, appena sarà possibile, organizzare un evento per poterci salutare tutti insieme dato che il lockdown non ce l’ha permesso. Detto questo abbiamo avuto diversi contatti importanti, alcuni sono delle vere sorprese, e nonostante un po’ di emozione al pensiero preferisco non fare nomi per rispetto delle persone coinvolte nelle trattative. Puntiamo comunque più ad una figura di riferimento per i nostri tecnici, visto che abbiamo investito bene negli anni nella formazione di figure interne alla società ed abbiamo piena fiducia nelle competenze e capacità dei nostri allenatori. Sicuramente il nuovo staff partirà da una base interna alla società con delle figure di riferimento esterne.

Ringraziando e salutando Cinotti, che nel frattempo torna ad organizzare i documenti all’ingresso per l’arrivo dei giocatori Seniores ed U18, avvicino Mirko Fedolfi, membro del consiglio direttivo del Siena Rugby Club e vice presidente della Franchigia Tecnica I Ghibellini che coinvolge le squadre Juniores di Siena, Vasari Arezzo e Molon Labè di Bettolle.
- Mirko quali sono i progetti della Franchigia per la prossima stagione? Come vi siete mossi in questa situazione di difficoltà con il panorama in continua evoluzione?
- Ovviamente, come tutti, ci muoviamo giorno per giorno un po’ a tentoni ma con alcune certezze. La prima è che sicuramente iscriveremo le nostre squadre ai campionati, le iscrizioni inizieranno a luglio e per quanto ancora non si sappia come saranno strutturati i campionati noi ci faremo trovare pronti. La seconda è che i nostri tecnici sono stati tutti confermati. La prossima settimana ci riuniremo come consiglio per l’elezione del nuovo presidente. Ottaviano Caporali, attuale presidente, ha dovuto rinunciare all’incarico per motivi familiari. La sua figura è stata fondamentale nelle trattative per avvicinare due realtà così distanti, soprattutto a livello culturale/sportivo, ed ha tracciato un cammino importante infondendo in tutti noi la grande fiducia nel progetto. Senza la sua figura quasi sicuramente la Franchigia non esisterebbe quindi dobbiamo veramente ringraziarlo. Siamo cresciuti molto in questi anni e, grazie anche all’ingresso di Molon Labè nel progetto, siamo diventati una realtà di riferimento per il sud della Toscana. Partiamo da questo per continuare il nostro cammino.
- Hai fatto un cenno ai tecnici della Franchigia, visto che comunque la figura di Sacrestano ha avuto un ruolo importante in questi anni per quanto riguarda l’attività soprattutto della U18, la sua partenza come influirà sulla composizione dello staff?
- Come società Siena si sta muovendo per trovare una figura che faccia da coordinatore, che sia disponibile ad abbracciare un progetto così ampio dove gli attori principali sono i nostri tecnici di casa. Lavoreremo anche a livello di Franchigia per riportare un sistema condiviso in cui non si ragioni più a comparti stagni ma dove ogni tecnico di categoria lavori in simbiosi e in un continuo confronto con gli altri. Nella crescita dei ragazzi, nel momento in cui affrontano un salto di categoria, non ci devono essere mai stravolgimenti nel metodo di allenamento o nel modo di concepire il gioco. Per questo puntiamo a creare uno staff allargato e coordinato che accompagni i giocatori fino ad arrivare nelle nostre squadre Seniores che, essendo per noi vetrina e punto di riferimento del loro percorso, devono risultare una tappa dello stesso percorso e non una realtà distaccata da quella Juniores. Puntiamo a creare un’identità in cui ogni giocatore possa riconoscersi durante la sua crescita, è un progetto ambizioso e stiamo lavorando sodo per portarlo avanti.


Saluto Mirko e gli altri che nel frattempo si riuniscono per l’inizio della seduta U18/Seniores e concludo il pomeriggio all’insegna del rugby, finalmente non solo visto davanti allo schermo della tv, con una considerazione. Sicuramente questo è un modo per ripartire e per ritrovarsi di cui i giocatori e i tecnici avevano bisogno, il rugby però prevede tutta una serie di aspetti, soprattutto il contatto, che dovranno al più presto essere rimessi sul campo per ricreare l’abitudine ad alcuni gesti e l’attitudine allo scontro fisico che non si possono allenare in palestra.
In qualità di arbitro poi penso che ci sarà da prendere in considerazione tutti gli aspetti riguardanti le novità regolamentari ma per farlo occorre allenarsi sul gioco reale e soprattutto va fatto con l’intensità di una partita. Tornerò sicuramente una volta a settimana ad allenarmi con le squadre Juniores, il rapporto di collaborazione tra noi arbitri e le società è fondamentale sia per noi per abituarsi alla realtà del gioco e mettere a punto linee di corsa, gesti e interventi sia per i giocatori ed i tecnici per imparare a gestire il rapporto con l’arbitro ed essere sempre aggiornati sulle novità regolamentari.
Per fare tutto questo però occorre che la fruizione del gioco torni alla normalità e al più presto quindi salutiamo questo primo passo con gioia sperando che l’iter si acceleri.
