Murlo, Miniere di Murlo e Monte Pertuso – Trekking in Toscana

7 Giugno 2021

Un nuovo trekking a pochi passi da Siena, nel comune di Murlo, facile e alla portata di tutti ma soprattutto per gran parte immersa nel verde e riparata dal calore del sole.

La zona intorno a Murlo è ricca di siti veramente interessanti: Poggio Civitate con i suoi scavi etruschi i cui reperti sono conservati nel museo di Murlo, l’eremo di Montespecchio, l’antica miniera di lignite con l’annessa ferrovia, il Castello di Crevole e molto altro.

Noi abbiamo optato per una camminata perlustrativa per raggiungere la cima del Monte Pertuso e il panorama mozzafiato che si gode da qui. Con la promessa di tornare in queste zone e pian piano scoprirne tutti i tesori.

Il trekking inizia appena fuori dal centro abitato di Murlo, con un sentiero ben indicato come sempre dalla segnaletica del CAI. Dunque da qui in compagnia di Giulio Jack World Face ci siamo incamminati per circa 1,5 km giù per la strada asfaltata che, attraversato il ponte sul torrente Crevole, giunge a Miniere di Murlo: piccolo agglomerato di case sotto al sito della vecchia miniera di lignite, nata nella seconda metà 1800 ed oramai in disuso. Per raggiungerla dal paese c’è un sentiero che sale su per la motagna fino ad intersecare il tracciato della vecchia ferrovia che conduce a La Befa passando in più punti sopra al torrente.

Dal paese decidiamo di proseguire invece per la strada che procede parallela alla sponda destra del torrente e poco fuori l’abitato incontriamo i resti di antiche fornaci, in parte anche molto ben tenuti ed adibiti ad abitazione.

Dopo alcune centinaia di metri, piegando leggermente a sinistra inizia il percorso che conduce al Ponte Nero, ponte di recente ristrutturazione sospeso sul corso del torrente Crevole che ci permette di passare alla sponda sinistra. La gola al di sotto del ponte è molto suggestiva e il ponte stesso si presta a delle belle foto.

Questa parte del sentiero, così come il proseguo fino a La Befa e molti altri sentieri in tutta la zona, è meta per gli appassionati di MTB, lo si intuisce anche dai segni lasciati in diversi punti dal passaggio delle biciclette. Tutto il sentiero è molto ben tenuto nonostante la natura del terreno estremamente friabile e cedevole. Addirittura nel nostro cammino abbiamo incontrato degli operai intenti alla manutenzione e all’installazione di nuove palizzate e corrimano lungo il sentiero. Un trekking che mi sento veramente di consigliare a tutti e in tutte le stagioni, anche a chi vuole fare una semplice passeggiata con la famiglia immersi nel verde.

Personalmente sono rimasto impressionato dalla varietà geologica che si osserva in pochi km di cammino, ci sono delle tabelle esplicative ma purtroppo molte sono rovinate dal sole e non leggibili.

Come in altri miei articoli invito gli esperti di geologia che leggono ad aggiungere informazioni dettagliate sulla natura del territorio che ho visitato. Personalmente sono rimasto affascinato da ciò che ho visto ma non possiedo le nozioni specifiche necessarie per capirlo in toto.

Quello che posso fare però è documentare fotograficamente ciò che ho incontrato e condividerlo con voi.

Sempre in questo tratto si trova anche il Ponte di Miro, la cui spettacolarità a mio avviso è data dal fatto che poggia in uno strato di terreno particolarmente precario dove ogni tipo di roccia presente si sbriciola letteralmente tra le mani. La presenza di questo ponte è un segno del forte impatto delle varie attività minerarie nella zona: oggi la natura si è riconquistata con prepotenza i suoi spazi ma all’epoca l’impronta del lavoro dell’uomo deve essere stata davvero considerevole per richiedere infrastrutture così imponenti.

Dopo qualche chilometro immersi nel verde si giunge a valle e si può scegliere di proseguire dritto per il centro abitato de La Befa oppure imboccare a sinistra il ripido sentiero che taglia fino all’incrocio con la strada, in salita a sinistra, che conduce alla cima del Monte Pertuso.

Dopo una ripida salita asfaltata con il sole a picco si raggiunge la Comunità sulla vetta del Monte Pertuso dalla quale si gode di un incredibile panorama quasi a 360° che ripaga della fatica fatta. Dando le spalle alla sede della omunità si notano a destra Casciano di Murlo e l’imponente Ponte di Petriolo, proseguendo la carrellata verso sinistra si notano Pari e Casal di Pari, il Monte Amiata sullo sfondo con di fronte Montalcino, la vetta del Monte Cetona, la Val d’Arbia e la Val d’Orcia fino a chiudere la vista con le colline Casentinesi. Una combinazione veramente unica nel suo genere se si considera che la vetta del Monte Pertuso è a soli 279 mt SLM ma l’assenza di vette più alte intorno permette di godere di una visuale impressionante.

Dal Monte Pertuso si riparte lungo la strada per il rientro a Murlo. Vista la presenza di tantissimi sentieri vi consiglio come sempre di scaricare la app Viewranger (a questo link) per non confondervi e rischiare di perdervi.

Vi condivido anche la mia traccia GPX che potrete seguire con la vostra app preferita. La trovate qui.

Lungo il cammino si incontrano ancora diversi siti interessanti tra cui una vecchia fornace ben ristrutturata con annessa una cava che, a giudicare dai numerosi solchi provocati dalle ruote, oggi deve essere luogo prescelto dagli appassionati di MTB e bike trial.

Nelle foto sopra: la miniera e il percorso per raggiungerla. Qui sotto: la piccola fornace adiacente.

Il sentiero si conclude riscendendo dolcemente attraverso un campo verso il ponte sul Crevole sotto Miniere di Murlo dove si può riprendere la salita che ci riporta al parcheggio sotto l’abitato di Murlo.

Anche quest’ultimo tratto però ci riserva qualche bello spettacolo.

E alla fine dell’avventura, insieme all’amico Giulio Jack World Face Fagioli che mi ha accompagnato in questa splendida giornata, dopo 13,5 km e 4h 20′ di cammino sotto il sole, lungo la strada di ritorno a Siena ci siamo concessi una bella birra fresca alla piscina di Vescovado di Murlo, dalla nostra amica Sara.

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