B&I Lions Tour 2021: prime impressioni sui convocati

8 Maggio 2021

Smaltita l’adrenalina dell’annuncio dei 37 convocati (e non 36 come previsto) per il Tour dei British & Irish Lions 2021 vorrei dire la mia sui convocati da Gatland e su chi invece seguirà il Tour in televisione. Premesso che nella mia lista ho azzeccato solo 24 nomi su 37, dividerò in punti le mie considerazioni, rivivendo in ordine più o meno cronologico l’evento della presentazione che come ogni anno si è rivelato emozionante.

BUNDEE AKI

Partiamo dal primo colpo di scena, forse anche il più grande. Nella marcia di avvicinamento a queste convocazioni, frequentando le bacheche social internazionali, ho visto via via nominare tanti giocatori da parte dei tifosi. Forse la lista dei nomi più plausibili, senza esagerare, ammonterebbe circa a 60 nomi. Nonostante il nutrito gruppo di papabili convocati non credo di aver mai letto il nome di Bundee Aki. Giocatore che non manca di qualità, per carità, ma probabilmente l’unico (assieme al capitano Alun Wyn Jones e per propria natura alle prime linee) monodimensionale e non polivalente. Tutto sta a vedere cosa avrà in mente Gatland per lui e come vedrà il ruolo del numero 12 (forse quello che ha più declinazioni possibili). Considerando che Aki gioca 12 a Connacht con buoni risultati, essendo lì il 12 considerato un ball carrier. Mentre in nazionale con la maglia n. 12 è praticamente sparito dai radar, visto che lì il sistema di gioco richiede un 12 in grado anche di gestire il pallone come secondo play. Dunque, e qui veniamo al nocciolo, fatte tutte queste considerazioni la domanda sorge spontanea: perchè portare Aki e lasciare a casa Jonathan Davies? Giocatore che tra i centri fa praticamente tutto, se glielo chiedi ti fa pure il caffè.

ALI PRICE E FINN RUSSELL

Personalmente non credevo che Finn Russell fosse adatto a questo Tour. Giocatore dotato di un talento enorme in fase offensiva, dotato di grande estro, decision making e ottima lettura ma con una fase difensiva piuttosto incerta. Probabilmente lo staff di Gatland conta di farlo evolvere durante il Tour sotto questo aspetto, come anche per i giovani alla prima esperienza con i Lions. Stesso pensiero lo rivolgo ad Ali Price, ovvero che non credo sia il miglior n.9 in circolazione ma può “fare reparto” con Russell, se aggiungiamo poi che ritroveranno entrambi 2 dei loro tecnici della nazionale scozzese sicuramente potranno fare insieme un ottimo lavoro.

JONATHAN SEXTON

Qui non parlerei di sorpresa, visto che la convocazione dell’apertura di Leinster e della nazionale irlandese era 50 e 50. Per il sottoscritto Sexton sarebbe stato sicuramente parte del gruppo, per tanti motivi, ma purtroppo a causa di numerosi infortuni ultimamente non ha messo insieme molto minutaggio. In Irlanda la stampa giocava a nascondino, non parlando mai apertamente della convocazione di Sexton. Scaramanzia? O forse qualcuno la dava così per scontata che non avrebbe fatto notizia? Fatto sta che pare che il governo irlandese abbia emanato un mandato di cattura internazionale per Warren Gatland. Non l’hanno presa benissimo ma a pensarci bene portare giocatori non in forma a fare un Tour in Sud Africa non è molto indicato.

SAM SIMMONDS

Altra sorpresa non sorpresa, devo però ammettere che appena l’ho sentito nominare da parte di Jason Leonard sono saltato sul divano ed ho cominciato ad urlare come una checca isterica. Abbiamo tutti passato un intero 6 Nazioni ad inveire contro Eddie Jones perchè Simmonds segnava una meta a partita e lui non lo convocava, preferendogli Billy Pastasciutta. Si vociferava che il blocco Saracens fosse indispensabile per i Lions, come aveva affermato lo stesso Gatland ad inizio lockdown, e che quindi i 6 giocatori in profumo di convocazione per il Tour avessero bisogno di minutaggio ad altissimo livello, cosa che il Championship dove sono stati relegati i Sarries non poteva garantire essendo partito molto in ritardo. Per fortuna qui Warren Gatland c’ha visto lungo, più lungo di Eddie Jones. E finalmente rivedremo Sam Simmonds sul palcoscenico internazionale.

ELLIOT DALY

Uno dei miei giocatori preferiti in assoluto, non al top della forma come dimostrò di essere nel Tour del 2017 in Nuova Zelanda ma capace secondo me di dire ancora la sua. Gatland lo ha messo in lista come centro, con l’esigenza stringente di avere giocatori polivalenti, essendo la lista ridotta a 37 elementi causa Covid, non si può lasciare a casa un centro che può giocare anche all’ala e ad estremo. Una rarità in un rugby sempre più iperspecializzato. L’unico tra l’altro del famoso “blocco Sarries” che, insieme ad Itoje, avrei voluto davvero vedere in lista.

TERZE E SECONDE LINEE

Qui le scelte di Gatland sono state molto impegnative e ampiamente criticate. Ma vista l’abbondanza di qualità soprattutto tra le terze sarebbe stato difficile accontentare tutti. Due sono gli spot che mi hanno stupito: il primo è James Ryan fuori, presumibilmente per Jonny Hill che non mi fa impazzire ma che potrebbe lavorare bene nei midweek con Itoje; il secondo è Iain Henderson dentro, che può però giocare sia seconda che terza linea (come Tadhg Beirne e Itoje) e rappresentare un’ottima opzione al salto in touche. Unico dubbio grosso che mi rimane è perchè preferire Jack Conan ad esempio a Josh Navidi, giocatore di qualità e polivalente. Visto poi che a n.8 abbiamo Sam Simmonds che probabilmente si metterà la maglia nel primo match e la riconsegnerà a fine Tour, dormendoci pure dentro. In generale mi pare evidente che Gatland abbia ben chiaro in testa di non voler rischiare niente in mischia ordinata e in touche nella battaglia tra i primi 8 dove il Sud Africa concentra le sue armi migliori, forse le migliori al mondo.

PRIME LINEE

Ad una prima analisi mi sono fatto molte domande: dov’è Cian Healy? E Kyle Sinckler? Avrei voluto vedere Joe Marler ma questo è un desiderio mio recondito che giustifica anche l’intera rubrica a lui dedicata nel blog. Approfondendo poi l’osservazione dei nomi ritengo che, al netto di Mako Vunipola, Gatland e soci abbiano voluto optare per una prima linea dinamica, di giocatori solidi ma tecnici, una prima linea davvero forte e che non punti all’escamotage. Una prima linea come piace a me e non come quelle che vanno di moda ad esempio dalle nostre parti, sempre intenti a cercare di soppraffare l’avversario in mischia ordinata con l’astuzia e la scorrettezza e poco avvezzi al lavoro vero. Questo sicuramente sarà una marcia in più anche per quanto riguarda la disciplina, in un a serie di test che prevedo si giocherà punto a punto non è l’ideale concedere punizioni (capito Farrell?!).

In generale mi piace come hanno ragionato Gatland e il suo staff, pochi fronzoli, poche scelte “politiche” e un gruppo di giocatori equilibrato che permetta di mettere in campo diverse opzioni di gioco. Anche perchè per quanto lo staff tecnico dei Lions abbia a disposizione un osservatorio ben più dettagliato, ricordiamoci che il Sud Africa non gioca una partita dal 2019, che le franchigie del Super Rugby sudafricano, dopo un prolungato periodo di stop, si sono ad oggi confrontate solo tra di loro e che quindi molte delle valutazioni probabilmente verranno fatte dopo il primo match del Tour.

Voi che ne pensate? Nel frattempo, assieme anche a Valerio Amodeo ed altri ospiti stiamo organizzando vari appuntamenti in avvicinamento e durante il Tour. A breve troverete su Instagram il form per compilare il vostro 15 ideale e tanto altro. Seguite Barba Ovale sui canali social.