Franchigie italiane: quando “la medicina è peggio del male”

24 Marzo 2021

DISCLAIMER: il seguente articolo non è un discorso da tifoso o basato sulle distanze da casa mia. Bensì una riflessione, non priva di preoccupazione, di un appassionato di rugby.

Già da prima delle elezioni federali di quest’anno si sono rincorse delle voci di un possibile spostamento della franchigia delle Zebre Rugby da Parma a Padova nel caso di un new deal targato Marzio Innocenti. Voci che hanno avuto un ruolo importante nella campagna elettorale e via via smentite da chi è vicino all’allora candidato alla presidenza ed attuale Presidente in carica.

Oggi le voci si fanno sempre più incalzanti, tanto da portare a questa dichiarazione del Presidente Innocenti (qui il link all’articolo di OnRugby):

Alla domanda “Riguardo al titolo delle Zebre, che cosa succederà?  la risposta di Inncenti è che : “Le licenze sono della Fir. Alessandro Banzato è una delle persona più importanti che il rugby ha in questo momento. Come Vladimir Payano e Raffaella Vittadello del Verona, Francesco Zambelli del Rovigo, Luciano Benetton a Treviso che hanno dato per anni disponibilità economica. Se Banzato chiede una risposta è un dovere dargliela. Questo consiglio dopo aver esaminato tutto, risponderà. Va nell’interesse del rugby italiano. Le decisioni vanno prese e non si perderà tempo a prenderle”

Dalla risposta del Presidente si capisce che verrà presa in considerazione la situazione di Banzato, come ne verranno prese in considerazione eventuali altre nell’immediato futuro. Tutto condivisibile, niente di trascendentale. Sui fatti in essere ci sarà stata della strumentalizzazione e in futuro ci sarà forse bisogno di un po’ più di chiarezza da parte del Presidente su questi fatti, ma soprattutto meno chiacchiere da parte di alcune persone a lui vicine.

Ora però mi sorge spontanea una domanda: che senso avrebbe spostare la franchigia da Parma a Padova?

La MIA risposta si lega a diversi aspetti. Il primo è la volontà del Presidente di sviluppare il rugby in tutta la nazione, soprattutto di riportare il rugby del sud Italia al suo antico splendore e di aumentarne gli iscritti e gli appassionati. Volontà fortemente espressa nel programma e ribadita poi nelle dichiarazioni di intenti post elezione. Questo obiettivo così alto come può sposarsi con la volontà di avere due franchigie in una sola regione, per altro all’estremo opposto dello stivale? Infatti mi sa di tanto di bufala…

Il secondo aspetto, più importante e forse più complesso, è legato al senso stesso dell’esistenza della franchigia. La franchigia è espressione di un territorio CHE FUNZIONA e dove già è presente un rugby di alto livello. Serve a selezionare i migliori prospetti della regione di appartenenza per portarli a competere in un livello ancor più alto, senza però snaturare le origini dei giocatori che rimangono comunque, in qualche modo, legati al proprio club. Club che poi trae benefici dalla franchigia stessa per l’aver prodotto giocatori di qualità.

In Italia le franchigie hanno mai funzionato in un modo anche solo vicino a questo?

NO

Anzi sono state implementate con tutt’altri intenti mascherati da “possibilità di sviluppo per i giocatori in ottica nazionale”.

Fatte tutte le dovute premesse la situazione ideale (non certo la più semplice da implementare) dovrebbe essere: avere un campionato domestico di alto livello e qualità, in grado già di formare giocatori pronti ad un salto di livello selezionabili dalle franchigie (e in seguito dalla Nazionale). Un campionato il più possibile espressione di tutto il territorio italiano, e non di sole due zone di esso. Dopo di che, le franchigie avrebbero un senso se fossero, semmai, una a Treviso, una a Parma(?), una a Roma e una a Napoli. Trovando però anche investitori esterni alla federazione a sostegno del progetto delle singole franchigie.

Ovviamente per poter implementare un sistema del genere ci vorrebbero anni (e ne sono già stati sprecati almeno 20) e investimenti molto importanti.

Però, può essere un primo passo in questa direzione lo spostare una fanchigia dove vuole il nuovo padrone?

NO

Dalle parti delle Zebre, buco nero succhia soldi per antonomasia, c’è bisogno di riforma, di introdurre investitori privati nel CDA, di ripulire l’azienda da cariche inutili, di sostituire eventuali lavativi e raccomandati nelle posizioni di rilievo. Cosa già tentata nel 2016 dalla cordata vicina a Michele Dalai e respinta non si sa bene come non si sa bene perchè (ma ce lo possiamo immaginare).

La federazione deve farsi carico del fallimento del progetto, ripulirlo, renderlo efficiente e presentarlo ad eventuali investitori. Senza facile accodiscendenza ed inciuci, che di quelli ne abbiamo già avuti abbastanza.

EDIT: portare via le Zebre da Parma significherebbe anche lasciare inutilizzato un complesso prestigioso come quello del Lanfranchi, ad oggi all’avanguardia in Italia. Un enorme spreco.