Un brevissimo ragionamento che mi balena in testa più o meno dalla fine del 6 Nazioni 2022 che mette in relazione le 6 Unions partecipanti con i club e le franchigie a loro appartenenti. In particolare con lo stato di salute di questi ultimi e il loro recente cammino nei vari tornei a cui partecipano.
Perchè per quanto riguarda ad esempio la storica vittoria dell’Italia sul Galles, prima assoluta per gli Azzurri nella terra dei dragoni, un commento abbastanza comune è “in URC le franchigie gallesi occupano la parte bassa della classifica” e in generale il Galles vive un periodo di crisi del movimento. Dunque questo in qualche modo si rispecchia poi nel quinto posto finale nel 6 Nazioni.
La Scozia vede le proprie due franchigie accodate a quelle irlandesi (attualmente al comando in URC) e sommando questo ad un novembre positivo aveva fatto pensare tutti ad un torneo da protagonista. Deludendo poi le aspettative forse più per problemi legati al gioco e alla dubbia forma di alcuni dei suoi principali interpeti: vedi Russell e Hogg, che per l’appunto (perdonatemi la battuta) non giocano in URC.
Dell’Irlanda che vede 3 delle sue franchigie al comando del URC ho già accennato poco sopra, con la solita corazzata Leinster a spartirsi il piatto con Ulster e Munster e con i giocatori della nazionale tutti provenienti da queste ultime. Si potrebbe fare un accenno alla qualità generale espressa dall’URC, sicuramente non all’altezza di Top14 e Premiership, fatto sta che le irlandesi pare riescano a dare un discreto “apporto” alla causa della nazionale.

La classifica finale del 6 Nazioni appare abbastanza allineata al ragionamento qui sopra, e potremmo concluderlo affermando che il Top14, il massimo campionato francese, sia il campionato più competitivo in Europa, forse al mondo (sommando anche un ProD2 di livello altissimo) e che faccia da vera palestra per i selezionati in nazionale, anche in questo caso tutti provenienti dal campionato di casa.
Ma al momento di concludere questa disamina interviene una nota stonata.
Perchè se parliamo della Premiership, il massimo campionato inglese, potremmo affermare altrettanto che sia uno dei campionati più competitivi al mondo, con ritmi e qualità del gioco veramente di altissimo livello, con un professionismo diffuso e una qualità anche del prodotto in senso televisivo e conunicativo tra i migliori al mondo.

Ma perchè questo non si è tradotto poi in una nazionale inglese forte e vincente? Perchè il gioco inglese, nonostante molti recenti innesti di gran qualità come ad esempio Simmonds, Dombrandt, Marcus Smith, sembra non essere esattamente all’altezza della situazione?
Il mio pensiero è che molte delle critiche mosse ad Eddie Jones, come ad esempio affidarsi sempre ai soliti giocatori da anni (in parte smentito dai nuovi innesti da giugno 2021 ad oggi) o mettere in campo giocatori fuori ruolo, siano spesso fondate.
Altrimenti come si può spiegare che una squadra formata da giocatori tutti provenienti da un campionato di altissimo livello come la Premiership non sia lì a lottarsi il primo posto nel 6 Nazioni con la Francia?
Una cosa è sicura: i conti si faranno alla RWC 2023, dove il percorso intrapreso dal buon Eddino toccherà il suo apice, o almeno lo credo.
E voi che ne pensate?
