finally…
Finalmente… è la parola che mi ronza in testa oramai da una settimana. Dopo due anni di attesa, dopo alterne vicissitudini che mi hanno tenuto lontano dal campo, dopo un articolo che fu più uno sfogo che un vero appello… eccomi qua, finalmente a preparare la borsa per tornare ad arbitrare.
Non saprei spiegare esattamente il perchè di questa passione: non sono un maniaco del controllo, non è l’ultima spiaggia o l’ultimo tentativo dopo aver fatto quasi tutto nel rugby.
So solo che ero veramente affascinato dalla figura dell’arbitro: rivestire un ruolo fondamentale in campo con la consapevolezza di non dover essere mai protagonista.
E così, arbitrando le partite di fine allenamento in maniera estemporanea, la passione è cresciuta nel tempo.
Fino a capire che quella dell’arbitro è una figura le cui decisioni possono pesare sull’andamento del gioco, nel bene e nel male. Decidere se intervenire o meno, se fischiare o gestire, fa tutta la differenza del mondo.
E a fine gara le strette di mano e i sorrisi sono il segnale che hai fatto bene il tuo lavoro, anzi… hai fatto bene il tuo lavoro quando nessuno si è accorto di te e sei stato bravo a far fluire il gioco.

La mia ultima volta in campo è stata a febbraio 2020. Quella dell’ultima partita fu la mia migliore prestazione, a detta anche di chi era lì ad osservarmi. Ero pieno di entusiasmo, doveva essere l’inizio di un percorso di crescita, dopo aver già atteso e sprecato diversi anni prima di intraprendere questo cammino c’era la necessità di accelerare il processo.
Con la speranza di poter presto dirigere gare al livello massimo possibile per me, non solo per le potenzialità che mi venivano riconosciute ma soprattutto per la passione e la dedizione con cui avevo affrontato fin da subito questa sfida.
Da quella partita del febbraio 2020 ne sono successe veramente di tutti i colori tra incidenti, infortuni e contrattempi di ogni genere che mi hanno tenuto lontano nonostante la grande voglia di rimettermi in gioco.

Nel frattempo è nato pure un blog, questo che state leggendo ovviamente, che in parte ha alleviato la “saudade” permettendomi di analizzare e parlare di un ambito del gioco, l’arbitraggio appunto, che da tanti anni mi affascina ed attira la mia attenzione.
Mi scuso se negli ultimi giorni vi ho tralasciati, preso dai preparativi fisici e soprattutto dal ripasso dei regolamenti. Tornerò presto attivo come un tempo anche sui social ma intanto chiudo il trolley e vi saluto.
Augurando inoltre a tutti i colleghi che scenderanno in campo questo weekend un grande in bocca al lupo!
Adesso per me è tornato il tempo di agire, Graziano Cesari può aspettare!


