Dopo un anno di passeggiate nella Val di Merse posso finalmente affermare di aver perlustrato quasi tutti i punti di interesse (e non solo) distribuiti all’interno della meravigliosa Riserva naturale Alto Merse, ogni volta stupito da tutto ciò che ho incontrato.
Quest’ultima avventura, accompagnato dall’amico Pippo Capitani, è ricca di immagini ma soprattutto di aneddoti che condividerò con voi nell’illustrarvi il cammino.
Prima di questo trekking le solite raccomandazioni: “seguiamo il sentiero, cerchiamo di non deviare troppo, sbrighiamoci e non soffermiamoci troppo a guardare” ma finisce come sempre che si fanno 15 km in 6 ore (concedendoci stavolta anche un bagno rigenerante nel fiume Merse).

La camminata nella Val di Merse comincia con un interessante Sentiero Didattico, posto al di sotto del Podere Gonna 2 che dal nome può sembrare qualcosa di semplice e magari noioso, in realtà la ritengo una delle attrazioni più interessanti dell’intera riserva. Il sentiero purtroppo non viene mantenuto da molto tempo e va percorso con cautela.
L’inizio del cammino:
si raggiunge dal podere percorrendo la strada a sterro che riporta verso l’incrocio con la strada statale per Monticiano, dopo circa 100 mt dal podere un cartello ci indica di scendere a destra all’interno del bosco sul lato opposto della strada.




Il sentiero che costeggia per gran parte il percorso del torrente Gonna è caratterizzato da una incredibile varietà botanica, ogni pianta presente (tra le quali rovere, melo selvatico, leccio, orniello e faggio) è segnalata da delle tabelle descrittive molto dettagliate.





Il sito è anche particolarmente interessante a livello geologico e chi mi legge da tempo ormai sa che è questa la parte che a me interessa di più. Lungo il sentiero si trovano diversi stop, segnalati dalla cartellonistica ben curata. Grazie alle indicazioni che vi troviamo, deviando dal sentiero principale e avvicinandosi talvolta al corso del fiume, si possono osservare conformazioni particolari che fanno vivere la variabilità e la costante evoluzione del paesaggio, dovuta all’erosione e ai depositi del torrente stesso. Il tratto del torrente che abbiamo visitato in questa camminata è riconosciuto come Geotopo di Importanza Regionale (GIR)












Il sentiero didattico vero e proprio si conclude dove il torrente Gonna si ricongiunge col fiume Merse, da qui si risale verso l’area di sosta attrezzata e proseguendo verso destra si può concludere l’anello imboccando la strada di Calcinari all’altezza del Piano delle Tende e proseguendo verso il Podere Gonna 2.
Noi invece proseguiamo dall’area attrezzata scendendo a sinistra e superato il guado in cemento proseguiamo per una strada a sterro incuriositi da due siti sulla mappa dell’app Viewranger (che potete scaricare qui), uno si chiama Casetta (ma in realtà oltre un vecchio recinto non c’è niente) e l’altro, più avanti lungo la strada che poi risale sul Masso degli Zingari, che si chiama Casa Vecchia: un antico rudere del quale purtroppo non abbiamo trovato notizie e che riversa in condizioni di totale degrado ed abbandono come purtroppo molti altri siti nella Val di Merse.




Da qui torniamo indietro, riattraversiamo il guado e riprendiamo il sentiero sulla riva destra del Merse. Sentiero molto suggestivo ma piuttosto impervio che dopo qualche centinaio di metri si ricongiunge con un antico tratto della strada principale che attraversava la riserva e che porta al Podere Mallecchi. Questa antica via di comunicazione ha una storia molto travagliata, i vari fossi che tagliano la collina e si riversano nel Merse hanno via via fatto franare la strada (e in alcuni punti più a valle ancora oggi distruggono il sentiero), di questo fenomeno è testimone anche la nostra fidata app Viewranger che in corrispondenza della gola scavata dal Fosso di Mallecchi interrompe il sentiero e lo riprende dal lato opposto.
L’importanza di questa antica strada è sottolineata da un grande muro di contenimento sopra il quale passava il tratto originale, muro in gran parte franato ma ancora visibile. L’attuale strada di Calcinari, sita molto più in alto, è anch’essa costruita su importanti strutture di contenimento lungo tutto il suo percorso e in corrispondenza di questa gola si può osservare un grande ponte in muratura, opera più recente ma che da l’idea delle difficoltà che possono aver attraversato le antiche strade più a valle.
Risalendo il sentiero si giunge finalmente al Podere Mallecchi che, con gran sorpresa, è stato liberato da decenni di macchie che avevano non solo completamente ricoperto, avvolto ed invaso l’edificio ma si erano protratte fino alla strada rendendo quasi invisibile tutta la costruzione. Stessa cosa per la “Casa Rossa” poco più avanti che raggiungeremo però al ritorno dal dighino.








Dal retro del Podere Mallecchi si può scendere a sinistra, seguendo il corso del fiume sulla riva destra si raggiunge il guado per il defizio e una volta attraversato, dopo un centinaio di metri si incontrano altre rovine suggestive di una vecchia ferriera che corrisponde al nome appunto di defizio, l’area è molto grande e vi sono tracce di un antico edificio di circa 40 mt per lato.




Da qui si può tornare indietro sul guado, riprendere la riva destra del Merse e proseguire lungo il corso del fiume fino a raggiungere il dighino. In realtà su questo lato del fiume non c’è un sentiero e si è quindi costretti a camminare tra rovi ed alberi caduti. Per quanto il nostro cammino sia stato veramente difficoltoso, in questo modo abbiamo risparmiato molta strada. Una sosta con un bel bagno ci ha fatto poi dimenticare della fatica.
Il consiglio però è quello di tornare indietro dal guado su verso il podere Mallecchi ed eventualmente scendere al dighino dalla strada principale. Del dighino e del sentiero più agile per raggiungerlo avevo già parlato in un altro articolo che trovate qui.
Dopo la sosta, risalendo per chiudere l’anello attraverso la strada di Calcinari e il Piano delle Tende ci imbattiamo nelle rovine della “Casetta Rossa”, liberate dalla vegetazione infestante. Dalle foto nell’articolo linkato qui sopra potrete notare quanta vegetazione ricopriva il rudere prima del recente intervento di pulizia.








Il trekking si conclude attraversando il Piano delle Tende e risalendo verso il Podere Gonna 2. Provenendo da Siena si può raggiungere il podere da diverse strade: facendo la Siena-Grosseto uscendo a Ponte a Macereto e proseguendo verso San Lorenzo a Merse e Monticiano, da Rosia seguendo per Montebello, Frosini e dunque Monticiano oppure, solo con mezzi adeguati al fuoristrada, risalendo da Brenna la strada di Calcinari, opzione quest’ultima che permette di risparmiare una quindicina di km.
A questo link potete scaricare la traccia .gpx da seguire con la app Viewranger.



Quest’ultima avventura è stata veramente esaltante, grazie ad essa ho finalmente concluso il giro completo delle attrazioni principali della Val di Merse, tornerò comunque nella Riserva naturale Alto Merse per perlustrare ancora alcuni siti meno conosciuti. A voi è piaciuto? Lasciate un commento e seguite Barba Ovale su Facebook ed Instagram!
