Quade Cooper: affare cittadinanza australiana vicino al lieto fine per il neo-eroe nazionale

16 Settembre 2021

Ebbene si, non erano bastati 70 caps con la maglia australiana, l’ultima richiesta di cittadinanza era stata respinta perchè il richiedente “non si è impegnato in attività che dessero beneficio all’Australia”.

Evidentemente a Quade Cooper, neozelandese di nascita ma residente in Australia dall’età di 13 anni, serviva un 71esimo cap e una performance che ha avuto del leggendario nella vittoria contro il Sud Africa nella terza giornata del Rugby Championship.

Ci avevamo scherzato un po’ su nei giorni successivi alla partita, “come puoi negargli la cittadinanza australiana dopo una performance del genere?!”

Eppure sembra proprio che il documento valesse un calcio di punizione.

Tornando indietro per ricostruire la vicenda, nel mese di giugno Quade Cooper si era rivolto ai media “denunciando” il fatto che per la quarta volta era stata respinta la sua richiesta di cittadinanza australiana (va detto che in generale ottenerla non sia cosa facile).

Secondo il giocatore è assurdo che indossare per 70 volte la maglia della nazionale australiana non valga come “aver dato beneficio alla nazione”. Dopo aver esordito nel 2008 con l’Australia, dopo aver partecipato alle selezioni nazionali scolastiche e U20, dopo aver pagato centinaia di migliaia di dollari australiani in tasse dal suo primo contratto professionistico con i Queensland Reds fino ad oggi.

In realtà, per essere precisi, il problema burocratico è che per ottenere la cittadinanza non ci si può essere assentati dal paese per più 12 mesi nei 4 anni precedenti il momento della richiesta, ed avendo Cooper giocato in Giappone per i Kintetsu Liners nelle ultime due stagioni, questo lo rende non eleggibile per la cittadinanza.

Quade Cooper nella sua partita d’esordio con i Wallabies nel 2008 a Padova, qui mentre segna la meta che vale la vittoria allo scadere dell’Australia sull’Italia

O almeno così è stato fino a poche ore prima che il n.10 australiano tornasse ad indossare la maglia verde e oro (che oggi appare più arancione che oro) dopo un’assenza di 4 anni.

Prima che portasse a termine una prestazione concreta ed efficace, anche senza i fronzoli e i fuochi d’artificio tipici di tutta la sua brillante carriera.

Prima soprattutto che un suo calcio di punizione da 45 metri in posizione decentrata donasse una insperata vittoria all’Australia contro i campioni del mondo in carica del Sud Africa.

Alex Hawke, Ministro dell’Immigrazione australiano, ha personalmente invitato il Dipartimento per gli Affari Interni ad essere più flessibile con l’istruttoria. “La cittadinanza australiana è un enorme privilegio” ha affermato Hawke “e non può essere ottenuta con facilità. Nonostante ciò le difficoltà degli spostamenti lavorativi dei migliori prospetti australiani non deve essere di ulteriore ostacolo”.

L’appoggio più forte è giunto poi dalla senatrice Kristina Keneally che, oltre ad aver sempre sostenuto la sua causa, ha etichettato Quade Cooper come “un eroe” dopo la strabiliante performance di domenica scorsa.

Quindi sabato 18 settembre 2021, quella contro gli Springboks sarà la prima partita di Quade Cooper da cittadino australiano, una favola a lieto fine.