6 Nazioni 2024 – le formazioni del primo turno

2 Febbraio 2024

FRANCIA – IRLANDA ven 02/02 ore 21.00 – Sky Sport Arena

Francia che si presenta al primo match di 6 Nazioni 2024, che può essere già decisivo per la vittoria finale, orfana di Dupont e Ntamack. La coppia mediana composta da Maxime Lucu a n. 9 e Matthieu Jalibert apertura garantisce grande qualità. Con il 21enne del Racing 92 Nolann Le Garrec pronto al debutto come back up a mediano di mischia.

Poche novità nei 23 di Fabien Galthié rispetto all’ultima uscita alla RWC: Yoram Moefana preferito a Louis Bielle-Biarrey che siederà in panchina, Francois Cros a sostituire l’infortunato Jelonch in terza linea mentre la nuova coppia di seconde è composta da Paul Gabrillagues e Paul Willemse.

Irlanda che giunge al Velodrome di Marsiglia anch’essa con un’assenza di peso, anzi due: con il ritiro di Sexton sarà Jack Crowley, al debutto da titolare nel 6 Nazioni, a vestire la pesante maglia n.10 in questo primo e fondamentale match. Se è vero che esiste un’Irlanda dalle due facce, ovvero “con e senza Sexton” il 24 enne Crowley, 9 caps con l’Irlanda, dovrà dimostrare di saper far girare altrettanto bene la squadra ma soprattutto mettere punti pesanti al piede. A fargli da back up Ciaran Frawley alla sua seconda presenza in nazionale. Assente anche Ringrose per un infortunio alla spalla: la coppia di centri sarà formata da Bundee Aki e Robbie Henshaw.

La squadra che sarà capitanata da Peter O’Mahony, uno dei tre centurioni in campo assieme a Cian Healy e Conor Murray, vede il debutto al 6 Nazioni dell’ala di Munster Calvin Nash e il seconda linea di Leinster Joe McCarthy, entrambi alla seconda presenza in nazionale.

ITALIA – INGHILTERRA sab 03/02 ore 15.15 – Sky Sport Uno (in chiaro su tv8)

Italia che debutta col “vestito nuovo” in questo 6 Nazioni 2024. Difficile fare pronostici prima di aver visto il game plan ideato dal nuovo coach Quesada che riserva già qualche sorpresa alla presentazione dei 23 scelti per il match contro l’Inghilterra. A partire dalla coppia di mediani, i fratelli Alessandro e Paolo Garbisi. Con il primo che torna titolare dopo il match con l’Uruguay alla RWC e dopo aver fatto coppia con il fratello contro la Romania la scorsa estate. Paolo preferito a Tommaso Allan nello spot di apertura con quest’ultimo che sarà schierato ad estremo a completare il reparto “arretrato” con Ange Capuozzo e Montanna Ioane.

Unico sostituto per i backs sarà Lorenzo Pani con una panchina che come uso negli ultimi anni contro l’Inghilterra si conforma come 6-2. Parola chiave per tutti coloro che scenderanno in campo: versatilità. Un qualcosa di simile al concetto di utility back ma con giocatori in grado di ricoprire almeno due ruoli garantendo qualità e performance. In un 6-2 che servirà soprattutto a far fronte ad un pacchetto di avanti inglesi di altissimo livello.

Da segnalare il debutto in panchina di Mirco Spagnolo, pilone sinistro cresciuto nelle fila del Checco Camposampiero, già aggregato al gruppo di preparazione della scorsa edizione del 6 Nazioni.

Inghilterra tra punti interrogativi e grandi certezze a causa delle assenze di Marcus Smith e Owen Farrell. Ritrova a numero 10 il giocatore forse meno quotato nel suo ruolo da Borthwick ma anche il più acclamato dai tifosi, ovvero George Ford. Il veterano della nazionale della rosa avrà a coprirgli le spalle un talento interessante: il giovane Fin Smith, 21 anni, apertura dei Northampton Saints che sta guidando la sua squadra in vetta alla Premiership e che debutterà con la maglia dell’Inghilterra proprio questo sabato. Smith farà parte di un gruppo di 5 uncapped: con il numero 12 Fraser Dingwall e il numero 6 Ethan Roots in campo dal primo minuto, il terza linea multi-tasking Chandler Cunningham-South degli Harlequins e il 21enne Immanuel Feyi-Waboso al centro di una diatriba importante tra Galles ed Inghilterra.

Molta curiosità intorno a questo match, con l’Italia che è un cantiere aperto e l’Inghilterra che, nonostante una RWC piuttosto convincente rispetto ai pronostici, sembra sempre in un equilibrio piuttosto precario. Sarà il campo a chiarirci le idee soprattutto per quanto riguarda il gioco dell’Italia.

GALLES – SCOZIA sab 03/02 ore 17.45 – Sky Sport Arena

Galles che oramai galleggia in un mare di guai da diverso tempo e che ospiterà “l’eterna promessa” (mai mantenuta) ovvero la Scozia che anche quest’anno appare per molti una delle candidate alla vittoria finale al 6 Nazioni. Piove sul bagnato, come si suol dire, visto che gli scozzesi hanno anche richiesto che il tetto del Principality rimanga aperto durante il match, così che neanche il possente ruggito del caloroso pubblico gallese possa rappresentare un valido sostegno ma, soprattutto quando si parla di 6 Nazioni che è un torneo molto particolare, mai dare per sconfitti i gallesi in partenza.

Certo che passare da Dan Biggar e Leigh Halfpenny a Sam Costelow e Cam Winnet non è esattamente un passo in avanti. Per fortuna almeno Rio Dyer, Owen Watkin, Nick Tompkins e Josh Adams tengono botta e garantiscono qualità dove ce ne fosse bisogno.

Scozia che, come già ripetuto altrove, vuole iniziare con il piede giusto l’ennesima campagna da favorita. Anche qui alcune assenze importanti, dal ritirato Stuart Hogg agli infortunati Rory Darge e Blair Kinghorn, quest’ultimo sostituito da Kyle Rowe al suo secondo cap per la Scozia. Rowe che comunque è attorniato da tutti i protagonisti dello scoppiettante attacco messosi in mostra nella scorsa edizione tra mete “from the end of the world” e cavalcate del biondo Duhan van der Merwe, oltre alla presenza del Lionel Messi del rugby (per sua stessa ammissione) Finn Russell.

Sarà una sfida interessante se il Galles non franerà come la Strada delle Grotte (questa la capiranno in pochi) così come lo saranno le altre due e come lo sarà sicuramente tutto il torneo perchè ricordiamoci di una cosa: fare previsioni e pronostic(azz)i sul 6 Nazioni è possibile, ma per azzeccarli ci vuole una immensa dose di 23!

Perchè il 6 Nazioni è il 6 Nazioni (semicit.)