Come spesso accade, questo articolo è stato ispirato da una conversazione con un amico (ed ex compagno di squadra) scaturita dall’analisi di alcuni commenti ad un post sulla pagina Facebook.
L’amico in questione è Nicolò Baruffaldi, ex giocatore del Top10 con svariate presenze tra Viadana, Colorno, Firenze e Lazio concludendo la carriera con l’ultima stagione nel CUS Siena Rugby, where it all began. Oggi è l’allenatore della mischia di Siena che partecipa al campionato di serie B ma è soprattutto stato il primo senese ad accedere all’Accademia Nazionale Ivan Francescato per diventare un giocatore “di quelli con l’asterisco”.
Nicolò mi contatta dopo aver letto i commenti sotto i post che celebrano i successi dell’Italia al 6 Nazioni 2024, esaltando le doti di Brex e Menoncello che hanno fatto incetta di riconoscimenti prestigiosi in questo torneo.
Però poi aggiunge una sua opinione riguardante le cause di questo successo e di queste fenomenali prestazioni.

Queste le parole di Nicolò: “leggo che in tanti esaltano il successo delle accademie, che questo 6 Nazioni è frutto dell’ottimo lavoro delle accademie, che quelli che c’erano prima erano dei fenomeni… ma possibile che nessuno si sia accorto di una cosa tanto banale? I ragazzi che oggi sono in Nazionale e contribuiscono al suo favoloso successo sono quelli nati nei primi anni di 6 Nazioni, quando l’Italia aveva successo e si volava sulle ali dell’entusiasmo e, banalmente, molti più giocatori fisicamente ed atleticamente dotati e con attitudine hanno scelto il rugby come primo sport anzichè il calcio o il basket. Anche con l’apporto delle accademie, venendo l’Italia da anni insuccessi, finiti i buoni prospetti dell’attuale Under 20 ci troveremo probabilmente davanti ad un buco generazionale, colmabile solo se i successi della Nazionale continueranno a venire con costanza e se ne continuerà a parlare sui giornali e in televisione. Senza i successi della Nazionale a fare da traino non ci sono accademie che tengono“.
Affermazioni piuttosto dure ma che hanno un fondo di verità, senza i successi della Nazionale saranno sempre meno i ragazzi dotati che sceglieranno il rugby come primo sport.
Ma per completezza ho aggiunto la mia opinione a riguardo.

Come esistono molti che non analizzano a fondo le questioni esistono anche tanti che demonizzano o hanno demonizzato il sistema accademie, così come oggi in tanti ne esaltano i risultati.
Il problema delle accademie, dal mio punto di vista non è mai stato COME FUNZIONAVANO ma COME RRECLUTAVANO: troppi “figli di” e troppo clientelismo nei confronti di alcune società.
Ma va detto che le accademie hanno anche rappresentato l’unico sistema attraverso il quale i giovani prospetti del rugby italiano hanno potuto vivere e lavorare in un ambiente di stampo professionistico, cosa che nella stragrande maggioranza dei club italiani non è possibile.
Sarebbe ideale se si incentivassero in qualche modo i club più virtuosi e capaci di svolgere lo stesso lavoro svolto dalle accademie nazionali, così come succede per i club di Premiership.
Non siamo voluti entrare troppo nello specifico di un argomento ostico e molto complesso (anche perchè abbiamo preferito cazzeggiare) ma le nostre opinioni possono aprire un dibattito più ampio in merito.
Voi cosa ne pensate?

i figli di non sono mai finiti…. Contiamoli nell’U20, o i fratelli di….
Nell’attuale U20 circa il 50% dei partecipanti non ha mai visto il sistema accademia fir, qualcuno (forse troppi) provengono dal sistema accademia privata di Verona, molti vedono una formazione post U16 all’estero, di fatto sottraendo spazi a ragazzi che hanno vissuto il sistema centri di formazione permanente (“accademie”) fir, per i quali la stessa fir (e di fatto gli italiani) ha speso per due/tre anni, dei bei soldini. Quindi formati 100-120 o anche più (se si considerano le tre annate 2003-2004-2005), per sistemarne una decina/quindicina tra Parma e Treviso, gli stessi che hanno il posto garantito in nazionale U20 (che valgano o meno). E della vita, sogni, desideri degli altri 120 e più? Beh, qualcosa l’hanno fatta… hanno garantito che i personaggi grigi si siano garantiti il posto e il lauto stipendio fir.