CUS Siena Rugby: riparte l’attività in campo al Sabbione

14 Aprile 2021

Dopo quasi un anno di inattività si torna a preparare il salotto “buono” del rugby senese. Il Sabbione, che neanche sotto pandemia si è ricoperto di un filo d’erba, riapre le sue porte agli atleti Juniores e Seniores. Riparte l’attività tra l’entusiasmo degli organizzatori e con qualche garanzia in più per un suo svolgimento sereno, non senza difficoltà logistiche.

Ne abbiamo parlato assieme ad Antonio Cinotti, vice presidente del CUS Siena e responsabile della sezione rugby.

Antonio Cinotti impegnato nella riapertura di giugno 2020
  • Antonio come è stata accolta la notizia della ripartenza da parte della dirigenza del rugby senese?
  • Con grande entusiasmo. Si ritorna al progetto abbandonato il 15 settembre 2020 con un format che ci soddisfa in pieno. La prospettiva di poter scendere in campo per un’attività agonistica “non competitiva”, ovvero senza promozioni/retrocessioni, ci permetterà di gestire l’attività con maggiore serenità anche nel caso dovessimo affrontare rinunce causate dalla situazione sanitaria.
  • Come è stata accolta invece la notizia da giocatori e famiglie?
  • In generale sono tutti molto felici di ripartire. Sulla decisione dei singoli atleti di ripartire o meno influisce però la varietà di età anagrafica, situazioni familiari e lavorative. Molti ad esempio preferiscono tornare al campo solo dopo aver messo in sicurezza i membri della famiglia più vulnerabili attraverso le vaccinazioni. Sulle decisioni dei singoli la dirigenza ha deciso di non fare forzature e di lasciare ad ognuno la massima libertà di scelta, invitando tutti in primis a tutelare se stessi e i propri cari.
  • Temete che ci sia un calo di iscrizioni importante a causa della lunga chiusura?
  • È un’eventualità sulla quale sappiamo che dovremo confrontarci nell’immediato futuro. Nonostante questo il messaggio che la dirigenza vuol far passare è quello di mettere in cima alle priorità la sicurezza dei singoli e della comunità, dunque sia in campo che fuori dal campo. Chi si riavvicinerà al campo potrà farlo con la garanzia di un ambiente sereno che faccia da motore ad una ripartenza in grande stile, in attesa anche di novità importanti riguardanti la gestione delle nostre strutture.
  • Quali sforzi dovrete produrre per rendere di nuovo agibili gli ambienti per l’allenamento?
  • Non troppi in realtà. Gli spogliatoi erano già stati parzializzati in occasione della ripartenza dell’anno scorso, abbiamo anche predisposto i dispenser per sanificare le mani e tutto l’occorrente per lo svolgimento dell’attività in sicurezza. Ciò che ci impegnerà di più sarà la gestione dei tamponi settimanali, coadiuvati da una rete di volontari che verranno ad effettuarli direttamente al campo, e la redazione dei registri dei tamponi collegati a quelli delle presenze. Sarà l’ennesima sfida che affronteremo con il solito entusiasmo che ci contraddistingue, in attesa di tornare a vivere il rugby con serenità.
La mischia senese impegnata nel campionato di serie B

Anche Francesco Romei, coach della squadra Seniores che milita in serie B, si è detto entusiasta di tornare in campo e determinato ad affrontare le difficoltà che ne deriveranno.

  • Quali aspettative avete, come gruppo seniores, a pochi giorni dalla ripartenza dell’attività?
  • La scelta della società, prima di prendere qualsiasi decisione a riguardo, è stata quella di sondare gli “umori” dei tesserati giocatori per comprendere la loro posizione a riguardo. Sono ragazzi che praticano questo sport con dedizione ed impegno ma sono anche solo appassionati e non professionisti. La maggioranza dei ragazzi concorda sulla ripresa e questo ha permesso alla società di ripartire e muoversi per organizzare il protocollo predisposto dalla Federazione.
  • C’è quindi una volontà diffusa di ripartire ed attenersi alle regole per farlo?
  • Sia i ragazzi che lo staff siamo consapevoli che solo attraverso il rispetto meticoloso del protocollo potremo operare in un regime di controllo che possa darci la speranza di una continuità dell’attività al campo. Il virus circola e non certo solo al Sabbione, i ragazzi hanno una loro vita privata e solo monitorando la situazione settimanalmente potremo aiutarci ad essere virtuosi anche per la comunità.
  • Come sarà strutturata a livello tecnico la ripartenza? Come verrà gestito il ritorno al contatto?
  • Torneremo alla completezza del gioco in maniera graduale, gestendo il contatto anche in base alle esigenze dei singoli oltre che del gruppo. Lavoreremo, lavoreremo, lavoreremo e in base ai progressi valuteremo quando ritornare a giocare, il format poi non farà la differenza, giocare è quello che vogliamo fare. Abbiamo intrapreso a maggio del 2020 un percorso e vogliamo continuare a lavorare per i nostri obbiettivi. La professionalità della nostra preparatrice atletica Elena Calzeroni ci garantirà una ripresa con i giusti tempi. Non vorremmo dare troppo lavoro al nostro fisioterapista Simone Vivarelli. Il Siena Rugby torna in campo!

Last but not least ho incontrato anche Mirko Fedolfi, presidente della Franchigia I Ghibellini, realtà importante del rugby toscano composta dalle società Juniores (under 16 e under 18) della provincia di Siena ed Arezzo.

I Ghibellini in un collegiale al Sabbione
  • La realtà dei Ghibellini è molto particolare, coinvolgendo società distanti diversi kilometri. Come gestirete gli allenamenti “collegiali” e i relativi spostamenti?
  • In un primo momento ogni società ripartirà con l’attività nei propri impianti. Non nascondo la difficoltà nel riunire province diverse ma stiamo già lavorando in questo senso. Ritengo sia fondamentale intanto che tutti i ragazzi riprendano l’attività in sicurezza prima possibile.
  • In questo lungo periodo di distanziamento i rapporti tra i ragazzi delle diverse società e tra le società stesse sono rimasti inalterati?
  • Decisamente si, tra le varie società siamo rimasti sempre in continuo contatto. Anche i ragazzi si sentono ancora sempre parte di un’unica squadra, con qualche difficoltà per i nuovi arrivati dalla categoria under 14 che non hanno avuto ancora occasione di scendere in campo tutti insieme e vivere i momenti di aggregazione che ci hanno permesso di tenere saldo il gruppo negli anni.
  • Senti che la ripartenza vedrà la partecipazione di molti ragazzi o prevedi un calo nei numeri?
  • Ovviamente dovremo fare i conti con un calo dei numeri, inutile nascondersi dietro un dito. Ma devo ammettere che ho percepito una grande voglia diffusa tra i ragazzi di ripartire, senza molti indugi. Forse ci saranno anche dei nuovi ingressi oltre a dei graditi ritorni di alcuni che in passato avevano abbandonato il mondo ovale per dedicarsi ad altri sport. Quest’ultimo per me è un segnale molto importante. Vedremo e valuteremo quando torneremo a sentire l’odore dello spogliatoito e il ticchettio dei tacchetti.