Kit clash – Il caso (reiterato) di Irlanda-Sudafrica: cosa dicono i regolamenti?

3 Novembre 2022

Per l’ennesima volta (almeno la terza a memoria mia, che però è poco buona) l’Irlanda ha scelto di scendere in campo in casa contro il Sudafrica con una maglia con colori molto simili a quelli della maglia degli Springboks.

Perchè?

Ecco, bella domanda! Se volete vi do un’opinione mia personale, che riflette sia quello che penso su questa scelta scriteriata di cui sinceramente ignoro i motivi, ammesso che ce ne siano di intelligenti o utili, sia sulla bellezza della maglia alternate appena presentata da Canterbury:

immagini che puoi sentire…

Ma ormai la frittata è fatta quindi più che parlare di quanto è bella sta maglia vorrei parlare proprio del KIT CLASH, ovvero del fatto che i colori delle maglie delle due squadre siano molto simili rendendo la visione da parte del pubblico ed il lavoro dell’arbitro un vero incubo.

Per tradizione o forse più per abitudine affermiamo spesso che “la maglia se la cambia chi gioca in casa” e ci risulta familiare anche quando guardiamo partite come quelle del 6 Nazioni dove l’Italia in casa contro la Scozia gioca con la maglia bianca e, viceversa, la Scozia in casa con l’Italia gioca con la maglia bianca, spesso con combinazini terribili tipo quella del 2013.

Sean Lamont e la sua smorfia alla visione dei suoi compagni con indosso questi troiai di magliette

Voglio però approfondire la questione del kit clash per due motivi:

  1. perchè ci sono dei regolamenti atti ad evitare il kit clash
  2. perchè i regolamenti differiscono tra livello internazionale e club (almeno in Italia)

Partiamo dal punto 1 andando a leggere ciò che dice la Regulation 15 – International Matches di World Rugby al punto 18.

Quando una Union va in tour come sta facendo in questo periodo il Sudafrica, almeno 3 mesi prima (quindi non la mattina quando arrivano al campo, come in serie C) si deve provvedere a risolvere eventuali problemi di maglie con colori uguali agli avversari, se il caso si dovesse verificare sta al CEO di World Rugby, o chi ne fa le veci, risolvere il problema.

Ho cercato invano di approfondire la vicenda quindi, basandomi sulle notizie a nostra disposizione e affiancandovi il regolamento, non si capisce perchè se il tutto va regolato 3 mesi prima, l’Irlanda presenti quell’obrobrio a 5 giorni dal match. Probabilmente una mossa di Canterbury per provare a vendere qualche maglia, e allora era meglio mostrarla meno possibile. L’unica cosa che vorrei sottolineare è che il regolamento permette alla squadra di casa di indossare la prima maglia (o home kit) quindi, per un mero cavillo, l’Irlanda può tenersi il suo obrobrio, salvo patto contrario ma che patto ci potrà essere mai?

Questo però va contro le norme del buon senso che, rifacendosi all’ancestrale rugby amatoriale che fu, direbbe che chi gioca fuori casa si porti una borsa sola con le maglie e che in caso di kit clash, o di maglie che si confondono per dirla alla birra e salsicce, sia gentilezza della squadra di casa entrare in magazzino e scegliere un’altra muta tra le varie lì stipate (magari pescando una borsa di maglie mischiate in lavanderia, come successo a qualcuno che conosco molto molto bene).

Tralasciando il rugby nostalgico fatto di fango e tacchettate nel viso passerei al secondo punto.

tra l’altro, se l’Irlanda avesse giocato con la consueta maglia verde chiara invece che con questo troiaio, non ci sarebbero stati problemi

Per quanto riguarda il punto 2 bisogna dire che il nostro Regolamento Sportivo appare più sensato e in linea con quello che a noi risulta familiare e giusto. Vediamo infatti cosa dice l’Articolo 7 – Prescrizioni per i soggetti affiliati, tra gli obblighi per il soggetto affiliato ospitante, dunque la squadra di casa, al punto g) (non fate battute).

provvedere che la squadra si presenti sul terreno di gioco in tenute decorosa con calzettoni e maglie di colore non confondibili con quelli della squadra ospitata

regolamento sportivo fir – art. 7.g

Sicuramente c’è differenza tra livello internazionale e di club, probabilmente ci sarà un regolamento interno al 6 Nazioni anch’esso più sensato di quello di World Rugby o forse ci sono degli accordi, comunque anch’essi più sensati. Rimane il fatto che sabato in tv non capiremo una mazza e che arbitrare due squadre con colori simili, soprattutto a quei ritmi là, non è affatto semplice. Quindi in bocca al lupo al georgiano Nika Amashukeli e ai suoi assistenti Raynal e Piardi.

A me è accaduto a livelli decisamente più terreni e vi dico che… è un bel casino!