Retorica, cultura e valori del Rugby: facciamo chiarezza

9 Marzo 2021

Invitato, come spero che sempre più spesso accada, da alcuni commenti dei followers del blog e della pagina, oggi ho sentito il bisogno di buttar giù due righe e fare chiarezza su quella che io definisco la “lotta contro la retorica nel rugby“.

Talvolta la memoria mi inganna ma stavolta mi ha condotto invece nel luogo giusto. Poichè quando ho avviato questo blog ho voluto descrivere brevemente il mio percorso personale ma, forse inconsapevolmente, avevo già redatto il mio personalissimo “manifesto della lotta” e ne riporto qui sotto i passaggi salienti.

Per chiarire una volta per tutte ciò che per me era ovvio ma che non a tutti poteva essere chiaro.

Cioè che io amo e sono pervaso dai valori di rispetto e integrità che il nostro sport (e poco altro al mondo) è in grado di trasmettere. Sono convinto del ruolo centrale che la cultura rugbistica può avere nella formazione dell’individuo.

Ma il rugby, semplicemente, non è solo questo!

Soprattutto esiste una enorme differenza tra il rugby dei campi di provincia, il minirugby, il rugby dei club professionistici e il rugby internazionale, ma qui il discorso si farebbe un po’ più complicato, magari lo approfondiremo in futuro.

Bando alle ciance! Ecco le parole con cui mi sono presentato all’inizio della mia avventura, fatene buon uso.


Nel 2020 il rugby si può considerare qualcosa di più che la semplice filastrocca impegno/sacrificio/sostegno/rispetto. C’è molto altro oltre i valori e la cultura, valori di cui comunque il nostro sport è importante veicolo.

Quando mi sono approcciato al rugby tutta questa retorica serviva soprattutto ad ammaliare le mamme e a convincerle che, nonostante il fango e le botte, i figli sarebbero cresciuti in un ambiente sano, vivo e ricco di valori.

Tutto vero ma… let me take it a step further!

Non mi piace tutta questa retorica nel rugby, è noiosa e ripetitiva. Limita molto il panorama del nostro meraviglioso sport fatto anche di retroscena e curiosità oltre che di semplici notizie e cronache. Argomenti di rugby da pub, gossip di quelli di cui si possa discorrere sorseggiando una birra, ma anche news importanti sulle quali poter esprimere ognuno il proprio parere. Se il Libro Guinness dei Primati nasce per risolvere le diatribe da pub il mio obbiettivo è invece crearle, creare un confronto e un dialogo, evitando magari la rissa finale…

Ho creato questo blog sul rugby per condividere la mia passione, le mie ricerche e le mie opinioni come punto di partenza per confrontarmi insieme a voi sia sulle tematiche tecniche che su quelle più “leggere”, come del resto fanno i fans di ogni altro sport.

Con un occhio di riguardo anche a chi non è ancora un appassionato di rugby e che potrà comunque trovare delle chicche interessanti. Per incuriosire ed invitare chi di rugby ancora non ne sa ma soprattutto per fidelizzare chi c’è già dentro.

Sono convinto che il rugby sia o possa essere uno sport “da bar” e che lo si possa vivere anche al di fuori del recinto delle nostre clubhouse. Ed eccomi qui a dare il mio contributo alla causa!

Spero di aver chiarito la mia posizione. Ditemi cosa ne pensate nei commenti che, come prova questo articolo, oltre a fare piacere al Barba sono anche un buon mezzo di discussione ed arricchimento.