Di chiacchiere e polemiche quest’ultima sfida tra Italia e All Blacks se ne è tirate dietro veramente tante e a noi piace così, che se ne parli per giorni e giorni.
Uno dei momenti più discussi della partita è quel fischio di Dickson che interrompe una “quasi meta” di Ioane. Solo per precisare direi che Ioane era ben involato in meta ma Sevu Reece si ferma immediatamente al fischio, sul proseguo dell’azione non avremmo visto forse una meta certa ma comunque un bel 1 contro 1 tra Ioane e Reece, che forse Ioane avrebbe anche potuto vincere.
Oggi possiamo fare questa analisi approfondita soprattutto grazie a un video inedito che ci fornisce Ottavio Arenella di RugbyCoach8.
Vorrei prima fare una premessa dovuta: per chi ha seguito la partita da casa sui canali Sky sarà stato impossibile capire cosa è successo per colpa del pessimo vizio dei commentatori italiani di parlare continuamente senza ascoltare (e permettere a chi è a casa di ascoltare) le voci dal campo, soprattutto quella dell’arbitro.
Talvolta su Sky si può tornare indietro, eliminare il commento e ascoltare la cronaca originale. Per fortuna negli altri paesi sanno che sarebbe importante capire le chiamate dell’arbitro, dunque quando questo parla stanno zitti e dopo interpretano. Stavolta essendo il nostro il commento originale non si è potuto tacitarlo in alcun modo, quindi in diretta non ci si è capito una mazza, commentatori compresi.
Spero che prima o poi si trovi una soluzione a tutto questo perchè suppongo che mentre un arbitro parla questo sia più importante che raccontare quale fosse il mestiere della nonna del capitano del Piazza al Fico Rugby. E attenti bene che questo vizio ce l’avevano anche gli ottimi Munari e Raimondi quindi inutile offendere quello o quell’altro.
FINE DELLA POLEMICA.
Veniamo dunque al video del buon Ottavio Arenella e all’analisi punto a punto di ciò che è accaduto in questa azione (e soprattutto del comportamento di Dickson).
Inizia tutto con un calcio nel box di Varney (notare bene: nessun vantaggio per nessuna squadra). Dickson vede giustamente un’ostruzione di Christie su Ioane“21 obstructed, 21 changes line” e fin qui la lettura è giusta.

sull’azione indisturbata di Minozzi sotto il pallone
L’errore si genera perchè Dickson mette in bocca il fischietto ben prima che la palla venga toccata da Minozzi (e live questo particolare non si sarebbe potuto carpire facilmente) ma soprattutto prima di aver potuto giudicare se quella ostruzione fosse marginale o meno. Ecco il frame esatto del momento in cui Dickson decide di fischiare il fallo.
Cosa avrebbe potuto fare Dickson? Sicuramente prendersi un paio di secondi in più per capire se quel fallo fosse materiale o meno e a tutti gli effetti non lo era, visto che non solo Minozzi va indisturbato alla caccia del pallone (coperto però dall’azione di Christie e Ioane, sfortunatamente) e addirittura lo contesta in aria con McKenzie. Ma soprattutto Ioane, che è stato fallosamente ostacolato da Christie, riesce ad impossessarsi di quel pallone ed involarsi in meta.
Avrebbe potuto dare un vantaggio? Forse, ma per poter rispondere a questa domanda dovremmo valutare l’andamento di tutta la direzione della gara da parte di Dickson, la famosa CONSISTENZA. Possiamo però dire che ha fischiato un totale esagerato di 32 calci di punizione (16 per parte). Ricordardiamoci anche per un arbitro dare vantaggi non è cosa scontata e fatta a cuor leggero dato che se la percentuale di vantaggi non conseguiti fosse poi troppo alta potrebbe concorrere ad un giudizio finale negativo sulla prestazione (da parte del board ovviamente, non dei tifosi da divano).
In conclusione: sicuramente è stata una leggerezza fischiare immediatamente quel fallo, risultato poi effettivamente marginale ai fini dell’azione.
A mio modesto e personalissimo parere però l’altra leggerezza commessa dall’arbitro inglese è stata quella lunga serie di “sorry, my fault, apologise, apologise, I blew the whistle too early“, perchè umanamente al tifoso può sembrare bello che un arbitro riconosca un suo errore e chieda scusa ma per me presta e scopre enormemente il fianco alle polemiche. Vi immaginate se fosse successa la stessa cosa con il Sud Africa o con la Francia invece che con l’Italia? Probabilmente alle sue belle ed umane scuse sarebbe seguito l’andare ad arbitrare il minirugby dal giorno dopo.
L’arbitro bravo non è quello che sbaglia meno, perchè tutti noi sbagliamo. L’arbitro bravo è quello che sa vendere bene i suoi errori.

