Summer Internationals 2022 – WEEK 2, parte 2: Portogallo – Italia; Chile – Scozia A

28 Giugno 2022

Seconda settimana di test estivi con quattro match di cui due che hanno visto impegnate le nostre nazionali. Ecco la seconda parte del resoconto del weekend.

PORTOGALLO – ITALIA

Vittoria amara degli azzurri in terra lusitana, con i portoghesi in grado di mettere in atto il loro tipico gioco alla mano fatto di keeping the ball alive senza tanti fronzoli strategici. Lo sapevamo tutti eppure la difesa italiana nella prima metà di gara si è fatta trovare inspiegabilmente impreparata, per niente giustificata dal dover spesso difendere sui talloni essendo inefficace sul placcaggio.

Padroni di casa che dunque hanno vita facile potendo esprimere il loro flair e prendono confidenza rallentati nella prima parte di gara solo dalla disciplina, concedendo qualche punizione di troppo ma che purtroppo Da Re non riesce mai a concretizzare tra i pali.

Succede così che Rodrigo Marta in un pomeriggio ventoso diventi l’eroe del Portogallo mentre Da Re, all’esordio in campo internazionale, venga minacciato di scomunica. Nell’esercizio tipico italiano di cercare un capro espiatorio, che sia Da Re o Fusco, si perde la realtà dei fatti di una squadra mai all’altezza della situazione salvata solo in parte da chi è entrato dalla panchina, che ha notevolmente sottovalutato l’avversario, che sperava di mandare fuorigiri i portoghesi facendoli attaccare per tutto il primo tempo e risparmiare energie non contendendo il breakdown, come fanno le grandi squadre con noi con la differenza che quelle ci placcano, ci ricacciano indietro e tentano il recupero quando il portatore si isola. Questa lettura sabato è mancata, speriamo che con la Romania le cose migliorino.

Note interessanti rappresentate dal forte vento a favore del Portogallo nel primo tempo che viene ben gestito dai padroni di casa (e che porta ad una 50:22 ma da loro drop dai 22, che quindi non sarebbe stata valida) ma che agli Azzurri sembra sia materia completamente sconosciuta.

Altra particolarità è stata quella del malfunzionamento del tabellone segnapunti e del cronometro. Il problema si palesa nel primo tempo durante il consulto tra la Davidson e il TMO che porta alla meta di punizione e all’ammonizione di Marin (decisioni entrambe giuste). Infatti durante il formal check inspiegabilmente il cronometro in grafica non si ferma, e se fosse stato solo per il cronometro in grafica sarebbe stato un problema minore ma la realtà dei fatti è ben più nefasta. Si perchè il problema è probabilmente legato al cronometro del timekeeper ufficiale, del quale però non si trovano notizie sul web, e si palesa sul finale della partita quando Albanese calcia il pallone fuori (e per fortuna con un minimo di guadagno territoriale essendo dentro i nostri 22) avendo visto il tempo rosso nel tabellone.

In questa situazione, in uno dei pochi momenti di silenzio della telecronaca di Sky, si sente Lamaro chiedere lumi sul tempo alla Davidson che dice “time check please” palesando che al suo cronometro risultavano 10 secondi di differenza. Problema non da poco, anzi abbastanza grave, che a memoria non ha precedenti e che ha comicamente mandato nel pallone anche alcuni sistemi telematici, come le app di risultati live, collegati direttamente al timekeeping.

Arbitraggio adeguato al match, ufficiali di gara tutti al femminile che si sono spesso confrontati sulle decisioni in campo. Purtroppo molti di questi confronti, che avrebbero fatto capire bene le decisioni, ce li siamo persi perchè chi commenta ritiene opportuno rifilarci alberi genealogici e arti e mestieri dei parenti dei giocatori in un momento importante come quello in cui l’arbitro parla. Saranno stupidi quelli che fuori dagli stadi vendono le radioline collegate al microfono dell’arbitro, che evidentemente dice cose poco intetessanti. Ma intanto noi sappiamo che la zia di Lamaro ha una conceria di pellicce di coniglio o il cugino di Rodrigo Marta faceva il capostazione a Timbuktu ed ha comunque trovato il tempo di fare 4 caps con la maglia del Sangiaccato del Bahrein.

Ma questa è una polemica che ormai ci portiamo dietro da quasi un anno e a cui non troveremo forse mai una soluzione.

CHILE – SCOZIA A

I Condores ospitano per la prima volta nella loro storia una nazionale seniores tier 1, e su questa Scozia A tutto si può dire tranne che non fosse una prima selezione: 3 uncapped tra i pirimi 15, 6 in totale, una panchina che potrebbe essere quella del 6 Nazioni senza alcun problema. Forse Townsend ha preso esempio dal Sud Africa A dello scorso Tour dei Lions ma ha comunque fatto i suoi esperimenti.

Ci si aspettava una larga vittoria da parte degli scozzesi ma i padroni di casa hanno venduto cara la pelle, mettendosi in mostra e dominando tatticamente le fasi iniziali della gara. Se in attacco il Chile non ha armi eccezionali per affrontare il blasonato nemico, in difesa si mostra solido, facendo molto bene le cose semplici e riuscendo a portare in fondo una gara veramente piacevole e con un risultato che tutto sommato può risultare digeribile. Permettendosi pure di segnare una meta di pregevole fattura verso il finale di partita. I presupposti per staccare un biglietto per la RWC 2023 ci potrebbero essere, o perlomeno per dare battaglia agli USA nel doppio confronto di luglio per qualificarsi nell’ultima casella disponibile della pool D.

La Scozia invece, in questa veste “A” non ha probabilmente sfoggiato muscoli e tricks strategici che l’Argentina potesse spiare in vista dei test che li vedrà protaginisti nelle prossime settimane, mettendo in campo giocatori con meno caps e riempiendo la panchina di navigati esperti, escamotage che molte squadre stanno affinando in questa finestra estiva e che di solito serve anche per rimettere in carreggiata la partita in caso di difficoltà ma che stavolte i finishers non hanno apportato chissà quale miglioramento, segno della buona tenuta mentale del Chile.