Summer Internationals 2022 – WEEK 3, parte 1: Maori AB – Irlanda; Romania – Italia; Giappone – Francia test1

4 Luglio 2022

Terza settimana di test estivi con tanta di quelle partite da far girare la testa. Intanto gustatevi la prima parte del resoconto del weekend con una bella video analisi di Ottavio Arenella, aka RugbyCoach8.

MAORI ALL BLACKS – IRLANDA

Primo warm-up test per l’Irlanda che affronterà di nuovo la selezione Maori la prossima settimana.

Le emozioni di questa partita iniziano ben prima del fischio d’inizio, i Maori e l’Irlanda sono i due team che più si portano (assieme alla Scozia) le loro tradizioni in campo: basti pensare alle danze rituali oppure all’iconica “Irland’s call” che unisce sotto un’unica bandiera l’Irlanda. Non stupisce, ma commuove, il gesto di commemorazione da parte degli irlandesi per la prematura scomparsa di Sean Wainui prima della tradizionale Haka Timatanga.

Un’Irlanda sperimentale che si presenta davanti a una selezione di ottimi giocatori, la parola “seconda scelta” in una squadra dove ci sono giocatori dal calibro di TJ Perenara ci pare alquanto riduttivo.

Brutto debutto internazionale per J. Loughman, che deve lasciare il campo dopo meno di un minuto e mezzo per HAI, fortunatamente rientrerà in partita. L’Irlanda è la prima a muovere il tabellino con C. Frawley dalla piazzola, al quarto minuto, i Maori rispondono dopo due minuti, sempre dalla piazzola, per il piede di J. Ioane. La prima marcatura pesante è per i Maori, dagli sviluppi di una touche guadagnata con un pregevole calcio dai propri 22 di Sullivan, che trova fuori posizione tutto il triangolo irlandese e fa guadagnare una touche in attacco (50/22) porta ad una serie di punti di incontro molto veloci e ben gestiti da Weber che manda in meta lo stesso Sullivan al 19’ e J. Ioane non trasforma.

La risposta verde arriva al 21’ con Casey che libera Aki che deve solo correre per i venti metri che lo separano dalla meta, Frawley trasforma per il parziale 8-10.

Il punteggio viene mosso ancora al 28’ da J. Ioane, colpa dell’ennesimo fallo per fuorigioco irlandese, lo muovono ancora al 29’ con con J. Ioane che circumnaviga Aki, lo brucia in accelerazione e poi serve un’ottima palla a S. Stevenson che deve solo schiacciare, J. Ioane trasforma per il parziale 18-10.

Irlanda che sembra spenta già sulla fine del primo tempo, con una difesa che sembra non riuscire a dar dietro ai giocatori vestiti di nero. Al 35’ Weber schiaccia in meta con facilità data l’assenza della guardia interna del raggruppamento, J. Ioane trasforma.
Ancora Maori che muovono il tabellone, Sullivan tiene vivo un pallone complicato (ottima la pressione dopo il calcio di O’Brian), Stevenson verticalizza e guadagna la metà campo irlandese, palla a Harmon che controlla fortunosamente con il ginocchio e manda in meta C. Grace a tempo rosso, J. Ioane trasforma e si va a riposo sul 32-10

Irlanda che entra nel secondo tempo con voglia di rivalsa e che sfida con il pack la difesa Maori per lunghi minuti sui 5mt… tutto finisce in una adorabile scaramuccia da serie C dopo un avanti di Heffernan.

La panchina Irlandese da l’apporto che ci aspettavamo e il gioco verde diventa più solido in difesa e fluido e continuativo in attacco, anche se non porta a casa veri e propri punti, fino al 67’ quando dopo una serie di pick&go Coombes schiaccia in meta e Frawley trasforma, per il parziale (ma anche definitivo) 32-17

Chiave della vittoria, costruita tutta nel primo tempo, sicuramente il non concedere la palla agli irlandesi. I Maori scelgono di calciare molto poco e di attaccare in quasi ogni parte di campo, qui si deve sottolineare la superba performance di Z. Sullivan, il quale ha creato problemi ogni volta che toccava un pallone, al piede o alla mano.

Un incubo nero per i giocatori irlandesi. Una partita che poteva avere un risultato ancora più largo se il piede di J. Ioane fosse stato più preciso (sotto il 70% stasera). Ci sono comunque buone notizie per l’Irlanda, la prova della giovane mediana è stata buona, nonostante fosse il punto più in dubbio, a parere nostro, della formazione, i problemi sono sorti più tra i centri nei tre quarti.

ROMANIA – ITALIA

Dopo la vittoria incolore con il Portogallo, l’Italia è chiamata ad una prestazione convincente contro la Romania e contro il caldo umido.

Italia che parte in sordina e ci mette un po’ ad entrare a pieno regime permettendo alla Romania di andare in vantaggio per 6-5, nonostante una bella meta del rientrato Menoncello. Errori dalla piazzola, errori di handling e un po’ di indisciplina rendono macchinoso l’andamento del match, con due water break ordinati da Pearce nel primo tempo che solo in parte danno linfa vitale alle due squadre ma a giovarne di più è l’Italia, che mette a segno una meta dopo ognuno di essi.

Sembra che in effetti sia proprio i caldo il maggiore dei nemici delle due squadre ma l’Italia ha un altro spirito e un’altra intensità e riesce nel secondo quarto di gara ad imporre il proprio gioco portando alla meta di Allan dopo un grande lavoro del pack e le bellissime mani di Halafihi e Alessandro Garbisi. Dal calcio di riavvio della Romania di nuovo meta italiana con protagonisti Nemer, Lucchesi e Cannone che segna portando a termie il coast to coast allo scadere del primo tempo che termina sul 6-19.

Nella seconda metà di gara i cambi azzurri sembrano non aver dato il giusto impulso alla squadra ma la Romania è oramai sui talloni e lo si vede soprattutto in occasione delle belle mete al largo di Garbisi Jr. Menoncello e Zanon frutto anche di invenzioni e belle mani di Pierre Bruno e Capuozzo. Seppur in 14 per gli ultimi 9 minuti la Romania riesce a mettere a segno una meta ad un minuto dalla fine con Savin.

Ecco la bella video analisi della partita di Ottavio Arenella, aka RugbyCoach8.

https://youtu.be/ot7XMFADSw4

Il computo finale dice sette mete ad una per l’Italia che può mettere insieme un bel po’ di segnali positivi: la ritrovata forma nonostante il meteo avverso (anche se per giudicare lo stato fisico dei giocatori serviranno sfide con avversari più impegnativi), il rientro di diverse pedine che potranno risultare fondamentali come Halafihi, Bruno, Allan e Menoncello e un Garbisi Jr. che all’esordio non solo ha segnato una meta ma ha anche dimostrato di meritare decisamente una maglia in Nazionale.

La partita contro la Georgia della prossima settimana potrebbe essere un bel banco di prova per gli Azzurri, sia per dimostrare finalmente di saper dare continuità ai risultati positivi, vero e proprio malanno dell’Italia degli ultimi anni, sia per costruire una fiducia che possa traghettare la squadra verso i test autunnali. Con segnali positivi che giungono anche dalle altre selezioni azzurre e che quindi fanno sperare ache di riuscire a creare un minimo di profondità, questa davvero sconosciuta alla Nazionale italiana.

GIAPPONE – FRANCIA test1

Anche in Giappone il meteo è piuttosto proibitivo, con 33°C e il 55% di umidità la sfida tra le due squadre acquista un terzo incomodo.

La Francia contro pronostico fatica ad imporsi sui Brave Blossoms che comunque nelle due sfide con l’Uruguay hanno dimostrato di essere una squadra da non sottovalutare. La prima segnatura porta il nome di Damian Penaud e giunge dagli sviluppi di una mischia dentro i 22 giapponesi in cui i francesi mettono in atto uno dei loro movimenti più tipici da questo set piece, segno che come li metti li metti riescono sempre ad essere letali, anche con le loro giocate più tipiche e riviste.

Giapponesi che non sono spettacolari ma che continuano a dimostrare di essere ordinati, cinici e saper fare benissimo le cose semplici, soprattutto in fase difensiva. Ma anche in attacco non scherzano e lo dimostrano al minuto 11 dopo il primo water break: Jaminet che dagli sviluppi di una mischia nei propri 22 calcia lungo in campo, i giapponesi recuperano il pallone poco fuori i propri 22 e cominciano un ordinato multifase, accelerando e trovando il break quando possibile e rallentando in assenza di ordine. Così risalendo il campo, mantenendo il possesso e creando di volta in volta momentum, riescono ad arrivare alla segnatura dopo 13 fasi con il solito Tatafu. Una bella prova per i Brave Blossoms ma sicuramente un modo di attaccare che richiede molte energie e alla fine porta un certo logorio.

Due punizioni di Jaminet portano le due squadre negli spogliatoi sul 13-13.

Le mani e la visione di Jalibert assieme al piede ispirato di Jaminet riescono nel secondo tempo a riportare il match nelle mani di chi da pronostico non avrebbe dovuto faticare per imporsi. Una Francia si sperimentale ma che ha una profondità e una qualità in ogni ruolo che non ha rivali al mondo. Anche il Giappone ha una discreta profondità per essere una tier 2 e lo ha dimostrato mettendo in campo più di 60 giocatori diversi in nelle ultime tre uscite, anche questo è un unicum soprattutto fra le tier 2 ma contro questa Francia si è fatta sentire soprattutto la perdita del 10 titolare Yamasawa, testato positivo al Covid, il giorno prima della partita.

La Francia vince la sua nona partita di fila, la sua miglior serie positiva dal dopoguerra. Un match piacevole con tanta intensità che speriamo di rivedere sabato prossimo nel secondo test tra le due squadre.