Terza settimana di test estivi con tanta di quelle partite da far girare la testa. Intanto gustatevi la seconda parte del resoconto del weekend, con qualche accenno agli arbitraggi al centro di diverse polemiche.

ALL BLACKS – IRLANDA test 1
Forse solo Kirwan pensava che l’Irlanda fosse la favorita contro la Nuova Zelanda e per qualche minuto, più o meno cinque, qualcuno potrebbe anche aver avuto l’illusione che l’Irlanda potesse in qualche modo controllare la situazione, andando in vantaggio con la meta di Earls non trasformata da Sexton. In realtà, a chi avesse visto Giappone – Francia, apparirebbe chiaro che quella dell’Irlanda è stata una meta ben costruita si, ma segnata con grande dispendio di energie e difficilmente se ne segnano molte in serie così.
Infatti i tuttineri non hanno avuto vita difficile nel mettere in chiaro chi è il più forte di giornata nonostante una touche non impeccabile. Gli irlandesi finiranno per segnare di nuovo solo all’inizio e alla fine del secondo tempo, avendo modo nel frattempo di dimostrare ancora una volta la propria Sexton-dipendenza, che a questo punto con il passare dei mesi e l’avvicinarsi della RWC 2023 comincia ad essere un problema di enorme portata. Il problema non è tanto il non aver trovato alternative alla mummia vivente Sexton, anche se il solo Carbery, a questi livelli e con la sua inclinazione all’infortunio, è veramente poco. Il vero problema è il non aver saputo costruire un piano B, un gioco intorno a Carbery (perchè ad ora è l’unica alternativa di qualità) che possa dare agli irlandesi la possibilità di fare una campagna decente in terra francese, soprattutto se consideriamo per quante partite ancora Sexton dovrà resistere dall’essere totalmente frantumato in mille pezzi. Non sarà abbastanza metterlo in freezer per un anno intero.
A parte le probematiche dell’Irlanda e di Sexton vorrei chiarire anche la faccenda arbitraggio, visto che sui match giocati dalle tre del Championship ho viste molte critiche: Dickson non ha diretto una brutta gara, a mio avviso avrebbe dovuto mettere più in chiaro le cose sul breakdown nel primo quarto di gara, perchè una volta superato il 20′ difficimente si riesce a rimettere determinate cose nei giuste binari.
Tolto questo particolare, non di poco conto per carità ma pur sempre un particolare, vorrei soffermarmi su un evento, ovvero il break di Aaron Smith che al 38′ porta alla meta di Ardie Savea. Nella ruck in cui Smith prende la palla e riparte dritto per dritto, un attimo prima c’è un intervento di Scott Barrett che prima interviene su un uomo lontano dalla ruck (taking the man out, è un fallo) ma non solo, una volta a terra lo trattiene e non gli permette di rialzarsi.
Vorrei fare una considerazione su questa azione: c’è chi parla di dark arts e si esalta nel vederle messe in atto salvo poi magari lamentarsi con l’arbitro che le permette, va però anche detto che a velocità normale è praticamente impossibile vedere falli di questo genere quindi a mio avviso, purtroppo, da questo punto di vista c’è poco da recriminare a Dickson se non che avrebbe dovuto chiarire ben prima cosa volesse o non volesse vedere nel breakdown.
Per la cronaca la partita va in archivio con un secco 42-19 e mentre sto scrivendo giunge la notizia che Sexton potrà giocare test 2 ma… per quanto ancora potrà l’Irlanda farsi forza con il solo Sexton?

AUSTRALIA – INGHILTERRA test 1
Inghilterra richiamata a dare segnali di esserci, Eddie Jones si appoggia ai suoi “pupilli” per farlo.
Che si innamori dei giocatori ormai si sa. Che l’Inghilterra abbia dato segnali è vero, forse non quelli che voleva Eddie. Unico segnale veramente positivo è Arundell che entra al 79’ tocca un pallone, si brucia due giocatori e segna.
Australia che doveva annusare che non era giornata già dal cambio in lista gara prima dell’inizio della partita: un infortunio a Quade Cooper porta nei 23 O’Connor e il 10 titolare sarà Lolesio che comunque mette in campo un 100% dalla piazzola e un ottimo gioco, unica pecca è un intervento all’ 81’ che gli costa un giallo. Ma la “brutta giornata” dei padroni di casa non è finita: Alaalatoa deve uscire per concussion, Banks si infortuna malamente al polso probabilmente anche all’avambraccio e per finire poi c’è un episodio discutibilissimo tra due seconde linee che porta a un giallo per Hill e un rosso per Swain. Unica parentesi che vorrei aprire su un arbitraggio di Doleman, che in questo caso però mi ha lasciato in generale molto perplesso, è sul gesto di Hill su Swain avvenuto per altro sotto gli occhi del direttore di gara: è vero, quello che dà Hill a Swain è un colpo alla faccia; sicuramente due mani in faccia, seppure con una discreta violenza, non saranno mai così pericolose come una spallata in tuffo ma sempre di un colpo alla faccia stiamo parlando, dunque sarebbe stato da sanzionare.
Ma la domanda è: che ci fa lì Darcy Swain? Perchè si continua a permettere a un giocatore di stare in fuorigioco durante i box kick? Forse sarebbe il caso che World Rugby aprisse una riflessione su questo, la mia speranza è solo che Doleman non abbia voluto fare, come si dice dalle nostre parti “poggio e buca fa pari”.
Tornando alla cronaca, Marcus Smith è forte anzi fortissimo, ma probabilmente non è il giocatore che serve a questo gioco inglese, perché quando l’apertura su cinque palloni che tocca attacca due volte la difesa, non per scelta ma obbligato dalla stessa, non è il massimo (a meno che i 10 non stia antipatico e lo si voglia morto).
Il risultato finale forse è meno veritiero di quanto sembri, con l’Australia che nonostante quasi 20 minuti di inferiorità numerica da segnali più convincenti dell’Inghilterra, che segna si due mete negli ultimi 90 secondi ma soprattutto perchè l’Australia sul 30-14 al 79’ si è decisamente adagiata.

SUDAFRICA – GALLES test1
Il Galles cerca la prima vittoria in terra sudafricana in 58 anni contro un avversario che non scende in campo da diversi mesi.
Il gioco del Galles nel primo tempo appare “semplice”, contro un Sudafrica famoso per la letalità della propria difesa: nella propria metà campo il Galles calcia sempre, che sia dal box o dal primo uomo in piedi, attaccando solo nella metà campo avversaria e anche lì senza tenere troppo il possesso per non disperdere troppe energie nella battaglia di trincea. Effettivamente nel primo tempo il gioco sembra funzionare, con un Sudafrica che pare non saper che fare palla in mano e un Galles che invece appena può mette punti a tabellone grazie al piede di Biggar ed un Rees-Zammit ispirato.
Tra i sudafricani poi c’è un giocatore che, nonostante abbia una gran classe, sembra un pesce fuor d’acqua, anzi fuori game plan. Questo giocatore è Elton Jantjies che, al netto dell’imprecisione nei piazzati, sembra non essere in sintonia con il game plan degli Springboks. Jantjies è un gran lettore, uno che sa prendere gli spazi personalmente anche dove altri non ne vedono o che in questi spazi sa buttarci dentro un compagno con un pop pass, ma non è un mero esecutore/direttore d’orchestra come può essere, ad esempio Pollard. E in quanto all’uso del piede in gioco aperto anche qui non ha brillato mettendo non poco in difficoltà i compagni. Tutto questo per dire che le molte critiche a lui dirette che ho letto in giro sono forse troppo aspre per un giocatore comunque di gran qualità ma probabilmente non adatto al gioco pensato da Nienaber.
Il primo tempo si chiude dunque sul 3-18 ma gli Springboks rientrano dallo spogliatoio notevolmente più concentrati e grintosi, ricevendo migliori energie dalla panchina nei primi passaggi della seconda frazione. Sudafrica che diventa più consistente nel gioco d’attacco soprattutto grazie all’ingresso di W. le Roux ma anche soprattutto alla indisciplina (qualche volta forse troppo attenzionata) gallese, che rimette in gara il Sudafrica sul finale con una punizione di Willemse a fine partita. Sull’indisciplina stavolta i gallesi dovranno fare una lunghissima analisi ma in breve tempo per poter tornare già sabato in campo per il test 2 con le idee chiare.
Perchè il Sudafrica sicuramente scenderà in campo migliorato ma è anche vero che quella del primo test sembra davvero un’occasione sprecata dai dragoni.
