Fate rugby, fratelli

23 Maggio 2020

Alla ripresa degli allenamenti dei Blues post lockdown sono saltati all’occhio la splendida forma fisica e i risultati ai test atletici di Beauden Barrett. Insieme ad essi viene citato spesso dalla stampa internazionale anche il trio composto da lui e altri due dei suoi sei fratelli ovvero Scott e Jordie. E se è vero che è un record che tre fratelli scendano in campo insieme vestendo la stessa maglia della nazionale (vedrete più avanti nell’articolo che specificare “la stessa maglia” non è così scontato), soprattutto con le loro spiccate doti tecniche, soprattutto con la maglia degli Allblacks, è altrettanto falso affermare che sia un caso.

da sinistra Jordie, Scott e Beauden Barrett

Il rugby è da sempre un “affare di famiglia”, molti fratelli hanno calcato i campi di Ovalia.

E non è un caso, ci sono degli studi e delle ricerche approfonditi che portano spesso club professionistici a ricercare di proposito coppie (e non solo a quanto pare) di fratelli. Alla fine di questo articolo troverete alcuni link interessanti per approfondire il tema.

Anche dalle nostre parti abbiamo diversi esempi di spessore come, per citarne alcuni, Mauro e Mirko Bergamasco, Denis e Manuel Dallan, Jacopo e Leonardo Sarto e, più recentemente, i fiorentini Niccolò e Lorenzo Cannone. Sembra sempre più la normalià nel mondo del rugby e sarò sincero ma non so esattamente il perchè di questo fenomeno. Varrebbe la pena studiarlo dato che, per quanto io ne possa sapere, non trova eguali in altri sport .

In Sud Africa ci sono i fratelli Jantjies, con Elton affermato mediano d’apertura di Lions e nazionale e Tony la cui carriera non ha avuto lo stesso sbocco (complice anche l’ascesa di Handrè Pollard) nonostante abbia collezionato diverse presenze con la nazionale Under 20. I fratelli Du Toit, con Pieter-Steph vincitore del premio come miglior giocatore al mondo dell’anno 2019 e Johan protagonista di un episodio controverso nell’ultima apparizione contro gli Sharks, nel quale con questo intervento si è guadagnato “solo” un cartellino giallo e neanche un giorno di galera. Come non ricordare poi il video dei fratelli Du Preez (anche loro in tre) che, rientrati forzatamente dall’Inghilterra dove militano nei Sale Sharks, si passano il pallone da un lato all’altro della casa facendolo volare sopra al tetto come allenamento durante il lockdown.

Johan e Pieter-Steph du Toit

Dall’Inghilterra i fratelli gemelli Curry con Tom che ha già collezionato 23 caps da terza linea con il XV della Rosa (di cui un paio di prestazioni opache da n. 8 nell’ultimo inconcluso 6 Nazioni), il più giovane inglese di sempre ad aver esordito con la maglia della nazionale, e Ben suo compagno di squadra e di reparto ai Sale Sharks ma ancora in attesa della seppur imminente convocazione da parte di Eddie Jones. Ma prima dei due baby prodigio andrebbero citati due “veterani” della nazionale inglese ovvero Mako e Billy Vunipola (rispettivamente di 29 e 28 anni), il primo con all’attivo anche 6 presenze con la maglia dei British & Irish Lions e il secondo che ha visto sfumare l’opportunità di volare in Nuova Zelanda con il fratello per il tour del 2017 a causa di un infortunio.

i gemelli Ben e Tom Curry

Molti fratelli per motivi di spazio e tempo rimarranno fuori da questa carrellata, tra i tanti Ben e Tom Youngs, Luke, George e Sam Whitelock, Bismark e Jannie du Plessis, Delon e Steffon Armitage. Meritano poi una menzione d’onore i fratelli Jonny e Richie Gray, impetuose seconde linee dall’inconfondibile capigliatura, nazionali per la Scozia. Ma c’è una famiglia in particolare che merita di essere descritta nonostante di spazio ne occupi un bel po’…

Jonny e Richie Gray

La famiglia più numerosa ed ingombrante del rugby internazionale è sicuramente la famiglia Tuilagi. Ben sei fratelli che hanno avuto (a parte Sanele Vavae) l’onore di almeno un cap internazionale. Avrei potuto semplicemente dire che hanno vestito la maglia di Samoa, loro paese d’origine, ma anche sotto questo aspetto non per tutti è stato così. Come avevo anticipato nelle prime righe, c’è un fratellino (chiamalo -ino…) che non ha resistito alla chiamata della nazionale inglese nonostante abbia rischiato più volte l’espulsione dal paese, ed è il cucciolo più giovane della covata (forse anche il più famoso), ovvero Manu che vanta anche il primato del più leggero con “soli” 109 kg. I destini rugbistici dei fratelli si intrecciano continuamente, quasi tutti hanno vestito la maglia dei Leicester Tigers, il primo è stato Freddie che a carriera finita è diventato agente di giocatori prevalentemente samoani ed ha portato quasi tutti i suoi fratelli a giocare con la maglia bianco-verde-rossa. Compreso Alesana, The Samoan Bulldozer, tre quarti ala da 124 kg, vero e proprio terrore delle difese in anni in cui ancora le fisicità spiccate come la sua non erano molto diffuse. Inoltre Fred, figlio di Freddie, nel 2015 è diventato ufficialmente l’ottavo della famiglia Tuilagi ad aver calcato da professionista un campo da rugby in una formazione seniores.

La domanda finale con la quale vi lascio penso sia la più immediata che mi e vi possa venire in mente, vista la media di circa 120 kg a fratello: ma da piccini cosa gli davano da mangiare?

I fratelli Tuilagi non entrano nella foto neanche in 5

PER APPROFONDIRE:

https://www.open.edu/openlearn/health-sports-psychology/sibling-rivalry-important-ingredient-sporting-success

https://www.researchgate.net/publication/321363226_Family_Relationships_and_Youth_Sport_Influence_of_Siblings_and_Parents_on_Youth’s_Participation_Interests_and_Skills

https://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/10413200.2017.1384938?src=recsys&journalCode=uasp20&