Guinness Pro 14 Rainbow Cup 2021 e nuove regole sperimentali: opinioni e approfondimenti

22 Aprile 2021

La Guinness Pro 14 Rainbow Cup 2021 “non s’ha da fare”, o almeno non nel formato previsto (di cui avevo parlato nell’articolo a questo link). In attesa dell’ufficialità che le regole sperimentali proposte per la Rainbow Cup 2021 verranno messe in pratica anche in Europa, ho ritenuto opportuno analizzare le tre novità di regolamento, premettendo che sono sperimentali e soprattutto che non mi piacciono affatto. Partiamo da questo specchietto informativo.

Partiamo dalla più digeribile delle tre variazioni: la goal-line drop-out.

Regola per cui molto sinteticamente si sostituisce la mischia ordinata a 5mt dalla linea di meta e il drop dai 22 con un drop dalla linea di meta effettuato dalla squadra in difesa. Gli obbiettivi della variazione sono tre: il primo è premiare la squadra in attacco che ha calciato un pallone dentro l’area di meta avversaria (e successivamente annullato) ripartendo con un possesso più a ridosso della “zona rossa”. Un altro obbiettivo, nel caso del tenuto alto, è togliere un elemento di difficoltà di gestione per l’arbitro, in quanto una mischia ordinata a 5 mt 99 volte su 100 non si svolge in maniera regolare da parte di nessuna delle due squadre, per sua natura è di difficile gestione anche per la posizione del campo (alla gestione della correttezza della M.O. e il controllo dei fuorigioco si aggiunge un eventuale grounding check, dunque gestire la propria posizione per l’arbitro non è semplice). Altro obbiettivo della regola, più in generale, è dare un restart dell’azione più “giocato” con spazi più aperti e che non generi un azione lenta e delle ammucchiate in prossimità della linea di meta, cosa che spesso avviene se la M.O. finisce in maniera regolare (ovvero quasi mai).

Giudizio personale sulla regola: stilisticamente non bello da vedere il drop dalla linea di meta ma ci farò l’abitudine, in generale l’obbiettivo della variazione è giusto e lo condivido.

il primo caso di quest’anno (la regola era già in vigore dalla scorsa stagione nel Super Rugby Australiano) di drop dalla line di meta

Passiamo ad un tasto dolente: il captain’s challenge.

Occorre una premessa: l’arbitro è il trentunesimo in campo. Come gli altri trenta giocatori può sbagliare. Se un giocatore fa un in avanti sulla linea di meta e la sua squadra perde di 4 punti nessuno dirà mai che quello non sa giocare o che deve smettere o che quelli come lui rovinano il campionato. Allo stesso tempo l’autorità dell’arbitro non è una cosa calata dal cielo, non è uno di quei valori retorici che vanno appresi in silenzio e riproposti come una nenia. L’autorità dell’arbitro deriva da due semplici principi: che è preparato sul regolamento più dei giocatori (anche se a mio avviso sarebbe opportuno che i giocatori fossero ugualmente preparati, ma questo è un altro discorso) e soprattutto che non è impegnato personalmente nella sfida, non sta giocando, non ha dei sentimenti particolari nei confronti dell’una o dell’altra squadra, non è impegnato nella lotta in prima persona. Dunque ha un punto di vista privilegiato che solo lui può avere in campo.

Fatte le dovute premesse, chiediamoci: che tipo di punto di vista potrebbero avere i giocatori rispetto al regolare svolgimento della gara? Chi è vicino al pallone è troppo impegnato nel gioco, chi è lontano dal pallone non può aver visto meglio dell’arbitro. Visto che queste sono variazioni che verosimilmente varranno solo per campionati di altissimo livello, se lo stesso challenge fosse offerto ad un video analyst della squadra (in nome del coach ad esempio), dunque che intervenga in base a delle immagini chiare viste e riviste, sarebbe una cosa più digeribile. Fatta come è fatta questa variazione ha delle implicazioni a livello teorico che non mi piacciono.

Giudizio personale sulla regola: non mi piace per niente. Non ammette più la fallibilità dell’arbitro, che è sacrosanta, e in parte va a sommarsi a un qualcosa che già c’è, che è imparziale e dotato degli strumenti giusti per giudicare, ovvero il TMO.

Ed ora apriamo il sipario su quella che è l’innovazione migliore tra quelle proposte, ovvero il cartellino rosso sbiadito.

La nuova regola dice che un giocatore espulso può essere sostituito dopo 20 minuti di gioco, dunque la squadra rimarrebbe in 14 solo per 20 minuti.

ehm… scusate… ma il nostro non era lo sport di squadra per eccellenza? dove l’errore del singolo lo paga tutta la squadra? mah…

Quando si parla di regole spesso ci si dimentica delle implicazioni che potrebbero avere nel gioco. Nel caso di questa novità forse non ci sarebbe bisogno di fare grossi ragionamenti ma procediamo comunque per ordine.

Qual’è la funzione del cartellino giallo e del cartellino rosso? Quella principale è di fare da DETERRENTE. Soprattutto il cartellino rosso che viene dato ad un giocatore solo in caso di antigioco o falli violenti. Dunque faccio sinceramente fatica a trovare una giustificazione a questa norma, non vedo lati positivi. Direte: una squadra potrebbe rimanere in 14 dalle prime fasi di gioco per tutta la partita a causa di un “errore di valutazione”. Quindi? Se per un errore di valutazione, come spesso succede, un giocatore avversario è costretto ad abbandonare il campo ed essere sostituito, oltre a non reggere la giustificazione (perchè già di suo non regge) c’è anche il danno materiale ad aggravare la situazione.

Facciamo qualche esempio: la mia squadra avversaria ha un mediano di mischia particolarmente forte, io metto in campo la mia peggiore terza linea e gli dico di mollare un papagno al n.9 avversario nei primi minuti di gioco. Papagno mollato, n.9 sostituito che non partecipa alla gara, dopo 20 minuti di gioco posso far entrare la mia migliore terza linea e giocare 60 minuti senza il n.9 fenomeno dalla parte opposta. La squalifica può fare da deterrente? In un campionato breve, ad esempio il 6 Nazioni, dove ogni partita conta, pensate non possa far comodo un escamotage del genere? E ATTENZIONE che parzialmente già questo avviene, facendo leva sul fatto che nei primi minuti di solito gli arbitri sono avvezzi a dare un giallo al posto di un rosso. Errore madornale ma che può avere gli stessi risvolti.

Calcio di inizio della partita, cartellino giallo a Du Toit Jr. che a cose normali è un rosso diretto senza nemmeno bisogno del TMO. Du Toit che prosegue tranquillamente la partita dopo 10 minuti fuori e mediano di mischia avversario sostituito per il resto della partita. Incidente? Non credo e comunque chi se ne frega?

Altro esempio: le mie prime linee sono in difficoltà, faccio tutto il possibile per giungere alle mischie no contest. L’ultima prima linea a disposizione, ad oggi, dovrebbe “simulare” un infortunio per poter uscire dal campo. Con la nuova regola invece potrebbe piantare un bel papagno ad un avversario, costringerlo magari al cambio, e dopo 20 minuti ottenere le mischie no contest. Due piccioni con una fava.

Come dite? Scenari assurdi? Furbate fuori dal caso che nel rugby non esistono? Dove siete stati negli ultimi anni, su Marte?

E poi, soprattutto, al dilà delle furbate che comunque ogni regola si porta dietro, c’è molto di più dietro una regola che non sta in piedi in alcun modo: il Player Welfare, la SICUREZZA DEI GIOCATORI. La cosa che più mi sconvolge è che questa novità sia venuta fuori all’incirca in concomitanza con le nuove direttive di World Rugby riguardanti l’head contact, i contatti con la testa in gioco.

Dopo tutto quello che fino ad oggi è stato fatto per la sicurezza dei giocatori, per rendere il nostro sport sempre meno un combattimento, un’ammucchiata selvaggia e sempre più una battaglia strategica. Come si può sposare con di fatto l’eliminazione dell’unico deterrente a disposizione? Una volta ci si poteva giocare un cartellino giallo per salvare una partita, un placcaggio senza palla o un fallo in fuori gioco. Oggi si da la possibilità alle squadre di giocarsi un cartellino rosso, che di fatto si da solo per falli di antigioco e falli violenti.

Giudizio personale sulla regola: parafrasando le parole de Il Secondo tragico Fantozzi riguardanti la Corazzata Potemkin, per me il cartellino rosso sbiadito è UNA CAGATA PAZZESCA!

Non mi aspetto certo 92 minuti di applausi anche perchè, nonostante persino i neozelandesi siano contrari, dalle nostre parti ho visto persone entusiaste di queste novità regolamentari, sicuramente atte a rendere il gioco più spettacolare ed appetibile per il pubblico ma che non tengono minimamente conto delle implicazioni nel gioco, che sono quasi sempre più importanti delle regole scritte.

Voglio sapere però il vostro parere a riguardo, commentate e confrontiamoci su queste novità qui sotto o sulle pagine social di Barba Ovale.