Rugby Analysis: il “canon arm” di Munster nella finale di URC e i loophole del regolamento

17 Giugno 2023

Nell’ultimo periodo mi ero un po’ assopito ma sono stato bruscamente risvegliato dall’avvento di una novità tecnica che definirei “sfiziosa”!

Prima di cominciare, dato che non tutti avranno notato le grandi polemiche legate al “canon arm” utilizzato da Munster, vorrei contestualizzare.

Finale di URC 2023, in campo ci sono Stormers e Munster a contendersi il titolo di campioni. A dirigere la gara una nostra conoscenza, ovvero Andrea Piardi.

I giocatori di Munster si sono messi in luce per un gesto tanto particolare e vincente quanto pericoloso e “al limite del regolamento” e proprio da questo virgolettato vorrei partire, prima di analizzare gli aspetti regolamentari del gesto in questione.

Intanto precisiamo che non è la prima volta che accade, e vi cito giusto due esempi: Glasgow-Munster valida per i quarti di finale di URC, arbitrata anch’essa da Piardi, e Ulster-La Rochelle del secondo round di Champions Cup diretta da Luke Pearce addirittura a dicembre 2022.

Qui sotto due esempi di “canon arm” evidenziati dal nostro Ottavio Arenella, aka Rugbycoach8.

l’utilizzo del “canon arm” da parte di Munster
negli highlights di Rugbycoach8

Ciò che le irlandesi hanno messo in atto e che Munster ha perfezionato nella finale di URC contro gli Stormers, ovvero questo canon o cannon arm (c’è chi usa una sola N e chi due, a noi va bene in entrambi i modi), è stato quello che in inglese si definisce “exploiting a loophole“, ovvero sfruttare una zona grigia del regolamento a proprio favore.

Questo non accade solo nel rugby: un loophole del regolamento è cosa familiare anche agli appassionati di Formula 1. Con squadre di esperti che studiano il regolamento a fondo per testarne i limiti e cercare di raggiungerli fino a quasi superarli.

Caratteristica tecnica dichiarata perfettamente legale per ben due volte durante la stagione a fronte di proteste e segnalazioni di altre squadre e che, si scoprirà poi nel tempo, non fu neanche l’unica ragione dietro la strabiliante vittoria finale della Brawn GP.

Fatto sta che loro ce l’avevano, gli altri no… gli altri se ne sono lamentati ma hanno comunque perso il mondiale.

Simple as that.

la Brawn GP e Jenson Button, campioni del mondo 2009

Questo è solo uno dei tanti esempi dal mondo della Formula 1 ma anche nel rugby di loophole del regolamento se ne vedono tanti ogni giorno, pensate per esempio agli odiati caterpillar con i quali i mediani si fanno proteggere durante i box kick, resi possibili da una falla del regolamento, oppure la difesa che “non contende” una maul avversaria da touche o, per citare un esempio più recente, il “crab” (granchio) usato dai Saracens per ostacolare proprio i box kick avversari, azione prontamente messa al bando da WR.

A livello regolamentare, come già detto in precedenza, il “canon arm” è al limite, perchè come molti hanno fatto giustamente notare il rugby è uno sport che si gioca in piedi e se si poggia una mano a terra non si è esattamente in piedi ma… se ci pensate bene il regolamento non dice nulla di specifico su tutto ciò che succede prima di andare a contatto! Ed eccola qua la zona grigia, il loophole.

Volendo fare un cenno su come quest’azione sia stata arbitrata vorrei ricordare le parole dette da Wayne Barnes in un’intervista di qualche mese fa e che trovo molto centrate.

“il rugby è pieno di zone grigie… il compito dell’arbitro è interpretarle e prendere la migliote decisione”

Questo per dire che a livello di gestione arbitrale non c’è molto da eccepire.

Occorre però aprire un’altra parentesi: quella sulla sicurezza.

Il gesto del “canon arm” sarà pure legale ma rappresenta un grave pericolo per almeno due motivi. Il primo è che un difensore, per poter contrastare un avversario che si abbassa sempre di più, si esporrà sempre al rischio di andare a contatto con la testa. Ma il secondo motivo per me è quello principale, anche se riguarda l’incolumità di chi commette il gesto e non di chi lo subisce: nelle partite analizzate nessuno dei ballcarriers si è infortunato ma mi sono fatto l’idea in testa che questo sia un caso di “o bene bene o male male” dove spesso non succede niente ma penso alle forze in gioco e dico: un braccio di un giocatore di 120kg circa, super allenato, muscolarmente ed a livello osseo molto strutturato, su cui poggia tutto il peso mentre è esposto e teso in avanti, viene colpito (se ci fate caso spesso con la sola spalla) da un difensore in una zona di campo (la zona rossa) in cui gli interventi si fanno pure più intensi e violenti.

Se quel braccio per caso si rompe si briciola in mille pezzi, senza vie di mezzo.

Non credo possa esistere, date le forze in gioco, un infortunio lieve ma solo roba da fine carriera e menomazione permanente.

Quindi credo che per il futuro qualcosa andrà fatto, qualche provvedimento andrà preso e qualche soluzione trovata. Non tanto per il vantaggio illegale che si potrebbe ottenere dal gesto quanto per la sua pericolosità per chi lo fa.

EDIT

World Rugby ha pubblicato un chiarimento alla regola, o clarification in law, su richiesta della SARU, la federazione sudafricana.

Alle domande riguardanti il “canon arm” la risposta di world Rugby è stato uno dei più classici “dipende”.

E per fortuna con la mia descrizione ci avevo dato!

Il problema è far capire al pubblico che in uno sport di situazione come il rugby il “dipende” è spesso alla base di tutte le interpretazioni.

Trovate tutto a questo link: https://www.world.rugby/the-game/laws/clarification/2023/2/?fbclid=iwar2z6wgjwht3qshkdspbux1wvlhgyvxcp_sp6q9-splf_eludivk90k5r3u