Rugby e Musica: “Try from the end of the world” e discografia del 1994

14 Giugno 2020

In un anno pieno di accadimenti sportivi (alcuni particolarmente nefasti) come il 1994, la Francia giunge a Auckland il 3 luglio per il secondo di due test match contro gli Allblacks. Per chi non lo sapesse l’Eden Park di Auckland è una specie di santuario dove i tuttineri detengono un record invidiabile di imbattibilità, con circa l’88% di vittorie nelle partite giocate dal 1921 ad oggi. Per rendere l’idea, dopo questa partita contro la Francia e un pareggio contro il Sud Africa sempre nel 1994, gli Allblacks qui hanno sempre vinto fino al pareggio nell’ultimo test contro i B&I Lions datato, udite udite, 2017. La seconda squadra internazionale in questa classifica di imbattibilità casalinga è l’Inghilterra con “solo” 22 partite consecutive vinte a Twickenham tra il 1999 e il 2003.

In questa cornice e forti della vittoria della settimana precedente a Christchurch per 22-8, i francesi scendono in campo con piccole speranze di vincere per la prima volta una serie in Nuova Zelanda e con i padroni di casa determinati a lavare l’onta della sconfitta. Il lavoro tra l’altro riesce bene agli Allblacks che sono in vantaggio fino al minuto 77 quando Bashop decide inspiegabilmente di calciare in profondità (nel video originale si sentono i compagni di squadra urlargli “kick it outta here!”) evidentemente ignaro di ciò che poco dopo i francesi avrebbero combinato con quel pallone recuperato da Philippe Saint-Andrè. Ovvero vincere la loro prima serie in Nuova Zelanda con un capolavoro coast coast, un marchio di fabbrica della nazionale francese, l’apoteosi del french flair insieme all’attitudine di segnare mete sensazionali quando è spalle al muro.

In quell’anno terribile per certi aspetti a livello sportivo (vedi la perdita di Ayrton Senna il 1 maggio ad Imola) la discografia mondiale invece esplodeva di colori e sfumature, dall’avvento del brit pop alla ribalta del punk rock, dalla fine del grunge e l’inizio dell’alternative rock al successo dell’hip-hop… il panorama musicale è florido e siamo in piena MTV Generation.

La scena punk rock occupa le parti alte delle classifiche. Gli Offspring nel 1994 escono con il loro terzo album Smash contenente le hit Bad habit e Self esteem. Dookie, secondo album dei Green Day, esce il 1 febbraio e consegna la band alla storia del punk rock mondiale sull’onda del loro più grande successo di sempre, Basket Case.

In Italia la scena musicale è ancor più varia e mentre Aleandro Baldi vince Sanremo con Passerà e Biagio Antonacci sale in classifica col suo quarto omonimo album, spinto dal successo di Se io se lei, l’hip-hop contamina anche gli artisti nostrani. Penso positivo e Serenata rap di Jovanotti da Lorenzo 1994, Tranqi funky e Maria Maria degli Articolo 31, dal loro secondo album Messa di Vespiri, allietano le radio italiane bilanciati dall’uscita dell’album Catartica dei Marlene Kuntz, espressione insieme agli Afterhours di un rock più cupo figlio del grunge, i cui successi maggiori sono Canzone di domani e Festa mesta.

Oltreoceano (nonostante l’uscita del capolavoro Superunknown dei Soundgarden con la hit Blackhole Sun) si registra la morte del grunge insieme all’ultimo, forse il più famoso, suo esponente ovvero Kurdt Cobain, che prima di lasciarci ci ha donato una performance meravigliosa agli Mtv Unplugged in NY con i suoi Nirvana.

La vera bomba di quell’anno è rappresentata dall’esplosione del brit-pop, insieme all’affermazione dei Blur e il loro disco Parklife si accende una nuova stella nel firmamento musicale destinata a fare la storia. Esce infatti il 29 agosto 1994 Definitely maybe, album di debutto degli Oasis. Difficile dire quali sono le hit più importanti, ogni traccia di questo disco è un pezzo di storia della musica: Live forever, Supersonic, Rock ‘n Roll star sono veri e propri capolavori che hanno consacrato al successo la band di Manchester portandola sull’olimpo dei grandi insieme a band del calibro dei Beatles, ai quali i fratelli Gallagher si ispiravano neanche troppo segretamente.

Il panorama musicale del 1994 è veramente molto vario e sfaccettato, tra i Portishead, le Hole, Jeff Buckley, i Prodigy e Beck le uscite degne di nota sono veramente moltissime. Scrivete le vostre impressioni sotto, lasciate un commento e suggerite anche i pezzi o gli album che vi ricordate, rigorosamente datati 1994! Al prossimo episodio.