Non per essere troppo lezioso ma oggi mi sono imbattuto in una scena che mi ha fatto venire in mente diversi dubbi, e vorrei condividerli con voi.
Si parla sempre molto di rispetto ed onestà, valori fondanti del nostro sport tanto che dal 2016 è stata introdotta la regola 10.2.d (oggi 9.7.c) che dice testualmente “il giocatore non deve fare qualsiasi cosa che possa indurre gli ufficiali di gara a ritenere che un
avversario abbia commesso un’infrazione” leggasi brevemente fallo di simulazione, che essendo antigioco può essete sanzionato con un calcio di punizione.

Per quanto spesso mi lamenti dell’abuso che ne viene fatto e della troppa retorica presente nella narrazione rugbistica italica, credo molto nei valori fondanti del rugby e nella loro diffusione soprattutto nella formazione dei giovani. Come ho descritto in questo articolo.
Ed è proprio per tutte queste premesse che oggi sono stato assalito da forti dubbi di fronte a ciò che sto per descrivervi.
Procediamo per gradi.

Partita tra Exeter Chiefs e Leicester Tigers, Premership inglese. Sean Lonsdale, seconda linea dei Chiefs, vola in meta e schiaccia ma l’arbitro Ian Tempest (che stranamente è spesso al centro di vicende del genere) vuole vederci chiaro, per lui il giocatore è stato tenuto alto dagli avversari dunque ferma il tempo e sta per andare al TMO ma prima, in uno slancio di buon senso fuori protocollo, si rivolge ai giocatori di Exeter intorno a lui “la mia decisione è tenuto alto, devo andare a vedere al TMO?”. Una frase semplice, quasi ingenua, ma che alla fine ci può stare nella gestione di una partita.
Ciò che sorprende è che l’autore della possibile meta, ovvero Lonsdale stesso, risponde all’arbitro “no, sono stato tenuto alto, no try ” in uno slancio di onestà inusuale. Tempest, sbalordito e orgoglioso allo stesso tempo, ringrazia sentitamente per l’onestà del giocatore (e per non aver dovuto chiamare il TMO).
Fin qui è solo una bella favola a lieto fine ma… c’è un ma! Ed è qui che sorgono i miei dubbi.

Si perchè dopo l’accaduto il commentatore di Stan. Sport e BT Sports Austin Healey, ex mediano di mischia di Leicester e nazionale inglese (e si, omonimo della famosa casa automobilistica) commenta così l’accaduto in diretta: “è un gesto di grande onestà ma non può essere così usuale da parte dei giocatori perché se l’avversario batte un rapido [drop dalla linea di meta] allora devi correre indietro velocemente per tornare in posizione. Spero che lo facciano ancora, e complimenti a chi lo fa, ma in quello scenario ciò che devi evitare è che l’avversario possa giocare veloce e trovarti impreparato“
Dunque secondo Healey va bene l’onestà ma non sempre, non quando essere onesti può recare danno a se stessi.
Sinceramente, per quanto abbia ben afferrato il senso di ciò che dice il commentatore, non so quanto sia giusto. Possiamo anche fare una differenza tra rugby professionistico e quello che insegnamo ai nostri giovani, ma l’onestà non dovrebbe essere un valore giusto a prescindere?
Guardatevi il video qui sotto e ditemi la vostra a riguardo!
