Le Cornate di Gerfalco (1059 mt SLM) e Sentiero delle Trincee – Trekking in Toscana

18 Aprile 2021

Un percorso che da tanto avrei voluto fare. Tecnico, faticoso ma pienamente appagante.

Opportuno dotarsi di scarpe adeguate in quanto gran parte del percorso è su sassi e pietre, su terreni impervi e con inclinazioni ragguardevoli, se ce l’avete portatevi pure dei bastoni da hiking che potrebbero far comodo. Inoltre, per quanto i sentieri siano abbastanza facili da seguire in quanto molto ben segnalati, vi consiglio come sempre di scaricare la app View Ranger (potete farlo qui) per potervi muovere un po’ più liberamente senza riferimenti senza perdere la traccia principale.

Nel parco delle Colline Metallifere, a poca distanza da Siena, sorgono alcuni centri abitati veramente suggestivi e ricchi di storia e tradizione, il viaggio in macchina è di per sè un piacere perchè si osservano scorci veramente mozzafiato. Ma a mio modesto parere uno dei più belli in assoluto è rappresentato da Gerfalco sovrastato dalla cresta de Le Cornate, un paesaggio che sembra uscito direttamente da un libro fantasy. E proprio giungendo da Siena si viene accolti da questo stupendo spettacolo.

Il cammino per raggiungere la vetta parte dal centro abitato di Gerfalco, 700 mt SLM circa, e si impenna subito in un sentiero roccioso immerso nel bosco. La scenografia giusta per restare a bocca aperta una volta sulla sommità, in quanto le piante durante la salita nascondono in parte l’incredibile paesaggio che si vede verso est.

La prima parte del percorso, come anticipato, è molto ripida ma una volta raggiunta quota 900 mt, dopo circa 1 km di cammino, la pendenza si addolcisce e le piante si diradano, dando modo di cominciare a scrutare l’orizzonte ed assaggiare l’antipasto di ciò che si potrà osservare una volta in cima. Si incontra inoltre uno dei tanti siti minerari, ben descritti e mantenuti, sparsi per tutta la zona e di cui troveremo esempi interessanti una volta scesi dall’altro versante.

Dopo qualche centinaio di metri si comincia a vedere il panorama ad est. Soffermatevi pure ad osservare (difficile non farlo) magari anche per riprendere un po’ fiato, ma sappiate che il vero spettacolo vi attende poco più su, sulla vetta. E ripaga di tutto lo sforzo per raggiungerla.

L’app View Ranger segnala la vetta in un punto in mezzo agli alberi, io per sbaglio mi sono soffermato lì. Resta da capire se effettivamente questo sia il punto più alto della montagna, fatto sta che riscendendo di alcuni metri in mezzo al bosco e risalendo poi verso un gruppo di rocce libere dalle piante, si raggiunge la cartellonistica che segnala la vetta de Le Cornate (1059 mt SLM). Se devo essere sincero, che sia o meno la vetta giusta poco importa. Basta girarsi ad est ed è qui che si resta veramente a bocca aperta.

La vista si apre a 180°, si scorgono in lontananza Punta Ala e il golfo di Scarlino poi su a risalire Piombino, l’Isola d’Elba, Larderello con i tipici soffioni, un panorama incredibile e impareggiabile.

Da qui poi si riparte e dopo qualche minuto di cammino la ripida discesa, bisogna fare molta attenzione perchè anche il terreno è instabile ed è facile scivolare. Io ogni tanto mi sono anche girato per vedere il sentiero alle mie spalle, non vi fate mai venire in mente l’idea di salire da questo versante o sono convinto che vi arrenderete dopo poche centinaia di metri. Vi ricordate “IL MOSTRO“, la salita allucinante che avevo incontrato in una mia scorsa passeggiata (che vi linko qui)? Ecco forse qui ci sono un paio di tratti del sentiero che batterebbero anche “IL MOSTRO

Proseguendo dopo qualche centinaio di metri la pendenza diminuisce, sulla sinistra si scorge la prima di due grandi cave di calcare rosso ammonitico, noto anche come marmo rosso di Montieri, mentre poco più in basso sulla destra si interseca un sentiero che porta ad una serie di poggi (Poggio Ritrovoli e Poggio Coltelli), se li conoscete fatemi sapere nei commenti se vale la pena visitarli.

Scendendo ancora, dopo un tornante a sinistra, si trova un’altra cava di marmo rosa, più piccola ma molto più suggestiva, la si può raggiungere tramite un sentiero ben segnalato.

Giunti a valle si scorgono i ruderi del podere Romano, con le sue cave ed affioramenti, inizio di un percorso di interesse geologico rilevante. Lo si può raggiungere direttamente per osservare da vicino i ruderi di cui è composto e le tre cave oppure, attraverso un sentiero che risale leggermente sulla sinistra, si può osservare tutto il sito dall’alto. Quest’ultimo sentiero inoltre permette di costeggiare delle pareti rocciose molto suggestive.

Dal podere Romano una strada a sterro riporta direttamente e comodamente verso il paese di Gerfalco. Se le gambe vi reggono ancora però, dopo qualche minuto di cammino sulla sinistra, c’è ancora un bel percorso da fare, ovvero il sentiero delle Trincee. Molto ben segnalato ma piuttosto impervio e difficile da percorrere, essendo il fondo prevalentemente in contropendenza e per lo più sassoso. Attraversa una serie di punti di interesse ben segnalati (di cui trovate un elenco dettagliato, però all’altro capo del sentiero) di grande interesse geologico. Oltre ad una postazione tedesca della seconda guerra mondiale. Se siete appassionati di geologia vi consiglio di fare questo sentiero a parte, di imboccarlo dal lato di Gerfalco e di percorrerlo solo dopo aver letto con attenzione la segnaletica descrittiva.

A questo punto, finito anche l’ultimo sentiero, potrete tranquillamente rientrare verso Gerfalco. Io invece ho avuto tempo di fare un’ultima tappa. Una visita alla Cappella dell’Avveduta. Niente di suggestivo, ma dopo 6 ore di cammino non potevo privarmi di un’altra bella salita, sarei stato troppo furbo.

E così si conclude uno dei trekking che da tanto tempo desideravo fare, spero che vi sia piaciuto, ditemelo nei commenti qui o sulle mie pagine social. Non esitate a chiedermi informazioni o a darmene voi altre se ne avete. Le vostre segnalazioni potranno tornarmi utili perchè di sicuro tornerò presto ad esplorare questi luoghi meravigliosi.